Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, mancano infermieri così l’Rsa “arruola” anche l’estetista e l’animatrice: “Ci si trova a fare mansioni senza formazione”

I contagi tornano a far paura alle Rsa e in alcune strutture si riscontrano gravi criticità. La denuncia di un’operatrice: “Il virus è entrato nella nostra casa di riposo e molti ospiti sono positivi, gli infermieri sono pochi così le loro mansioni sono coperte da Oss e Osa che però non hanno la formazione adeguata, eppure certe cose non dovrebbero essere improvvisate”

Di Tiziano Grottolo - 12 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. “I turni raggiungono tranquillamente le 12 ore, inoltre c’è così poco personale che quasi tutti si trovano a dover fare mansioni che in tempi normali non dovrebbero svolgere”. È questa la testimonianza che arriva da unoperatrice che lavora in una delle case di riposo trentine, in questo momento alle prese con la seconda ondata della pandemia (articoli QUI e QUI).

 

Il virus è entrato nella nostra struttura e molti ospiti sono rimasti contagiati – prosegue l’operatrice sanitaria – anche alcuni colleghi sono risultati positivi”. La situazione è precipitata nel giro di pochi giorni, da quando vengono individuati i primi positivi con il test rapido, il contagio si è poi esteso al resto della struttura.

 

Non ci sono infermieri sufficienti e molti turni sono coperti solamente da operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali che però non sarebbero abilitati a somministrare le terapie agli ospiti”. Nella struttura mancano infermieri così l’Rsa avrebbe “arruolato” altre figure professionali: “Anche l’estetista e l’animatrice sono state chiamate per affrontare l’emergenza”. In altre parole persone che prima della pandemia svolgevano altre mansioni, neppure legate agli aspetti sanitari. 

 

“Il problema è che manca la formazione, servirebbero infermieri che però non si trovano quindi si scarica tutto su chi è rimasto operativo. In questo modo ci si trova a svolgere mansioni che non solo non sono previste nel contratto, ma non sarebbero nemmeno contemplate dal rispettivo profilo professionale”, sottolinea l’operatrice. “Nessuno ha ancora capito come verranno saldati gli straordinari ma più di questo ci preoccupa l’assistenza agli ospiti. Applicare correttamente le terapie o i dispositivi come l’ossigeno non è una banalità e di certo non sono cose che si improvvisano”.

 

Lavorando in certe condizioni anche andare in bagno diventa complicato: “Ovviamente fin tanto che siamo a contatto con positivi dobbiamo rimanere bardate con le tute protettive ma se abbiamo dei bisogni fisiologici dobbiamo uscire dalla struttura, spogliarci attraversare un’altra ala pulita e poi rifare il percorso inverso”. Insomma le difficoltà non mancano: Servirebbe un controllo maggiore che in queste condizioni non riusciamo a garantire – afferma l’operatrice – se denunciamo questa situazione è perché siamo preoccupate prima di tutto per l’incolumità dei pazienti”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 2 agosto 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
03 agosto - 06:01
La Giunta leghista ha approvato il nuovo modello organizzativo dell’Apss, ma sulla riforma però incombe lo spauracchio dei pensionamenti. Per [...]
Cronaca
02 agosto - 16:45
Sono stati analizzati 421 tamponi tra molecolari e antigenici, trovati 12 positivi. Ci sono 10 persone in ospedale, 1 paziente in terapia [...]
Cronaca
02 agosto - 20:28
Due persone sono state trasportate all'ospedale per accertamenti e approfondimenti. L'incidente è avvenuto sulla strada che collega Andalo e Fai [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato