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Coronavirus, no alla chiusura delle scuole in Alto Adige. I genitori: ''La didattica a distanza un surrogato faticoso e frustrante''

La consulta: ''La chiusura delle scuole non può essere risarcita del danno che tutta la società conoscerà, poiché una generazione viene privata reiteratamente per mesi del contesto di crescita più importante, accanto alla famiglia, nell’età evolutiva, così come nell’adolescenza”

Pubblicato il - 10 novembre 2020 - 13:25

BOLZANO. No alla chiusura delle scuole, a lanciare l'appello sono i rappresentanti della Consulta provinciale dei genitori delle scuole di lingua italiana. In Alto Adige, l'intenzione del governatore Kompatscher di adottare ulteriori misure per contenere il virus con la chiusura delle scuole e l'adozione per tutti della didattica a distanza (QUI L'ARTICOLO), ha fatto nascere una grande preoccupazione.

 

Lezioni a distanza avvengono già per gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, ed ora sarebbero coinvolti anche quelli delle scuole medie ed elementari. “La scuola è e deve rimanere una priorità, non un’opzione” spiega la Consulta.

 

“Ci siamo confrontati costantemente – spiegano i rappresentanti in una nota - ed in maniera costruttiva e condivisa con l’assessore competente, Giuliano Vettorato, con il sovrintendente, Vincenzo Gullotta e con tutti i dirigenti scolastici. La sensibilità, il senso di responsabilità, l’impegno instancabile di tutti questi attori hanno consentito di riaprire a inizio settembre le scuole con un livello di organizzazione ineccepibile, efficace, ma anche attenta all’impatto psicologico di questo momento storico sui bambini, sui ragazzi e sulle loro famiglie. Tale sforzo congiunto e virtuoso non può essere oggi vanificato a causa della leggerezza con cui si è agito in altri contesti della vita quotidiana”.

 

Per la Consulta provinciale dei genitori delle scuole di lingua italiana la chiusura degli istituti scolastici comporta ripercussioni sociali e culturali di intuibile, ma difficilmente calcolabile, portata. “La chiusura temporanea forzata delle attività economiche può essere parzialmente alleviata con misure di ristoro e contributi, ma la chiusura delle scuole non può essere risarcita del danno che tutta la società conoscerà, poiché una generazione viene privata reiteratamente per mesi del contesto di crescita più importante, accanto alla famiglia, nell’età evolutiva, così come nell’adolescenza” spiegano.

 

L'attivazione della didattica a distanza, inoltre, non sembra essere andata bene negli scorsi mesi. “L'esperienza dei mesi in lock-down ha dimostrato chiaramente – spiega la Consulta - che la didattica a distanza non è vera scuola ma un surrogato faticoso e frustrante per i docenti, così come gravemente riduttivo per gli studenti: fa crescere gli squilibri sociali e rende difficile l’accesso alla cultura alle fasce più deboli, anche nel caso di bisogni speciali”.

 

Sempre in ambito scolastico in Alto Adige oggi è arrivata un'altra notizia, di ben altro tenore. La Giunta Provinciale ha infatti approvato il nuovo piano di distribuzione delle scuole italiane, che prevede l’istituzione del Liceo musicale presso il Liceo Pascoli. 
 

“Si tratta di una risposta all’esigenza di dare continuità ai percorsi musicali avviati da anni nelle scuole secondarie di primo grado in lingua italiana” ha dichiarato l’Assessore vettorato, spiegando che “si tratterà di un vero e proprio indirizzo musicale, che sostituirà quello attuale di scienze umane con percorso musicale in autonomia provinciale, le cui classi andranno ad esaurimento”.

 

Oltre ad acquisire una solida formazione liceale, gli studenti e le studentesse che scelgono il nuovo percorso impareranno ad interpretare ed analizzare opere musicali di diverse epoche e generi, ad usare le principali tecnologie elettroacustiche e informatiche relative alla musica e a partecipare ad insiemi vocali e strumentali. Le discipline di indirizzo previste nell'arco del quinquennio sono: Esecuzione e interpretazione (primo strumento musicale e strumento complementare), Teoria, analisi e composizione, Laboratorio di musica d'insieme, Tecnologie musicali e Storia della musica. Gli studenti interessati ad iniziare questo nuovo percorso dovranno sostenere una prova di ammissione, che avrà luogo nella seconda metà di febbraio.

 

 

 

 

 

 

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