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Coronavirus, oltre 33mila sanitari contagiati e terapie intensive quasi piene. L’allarme degli infermieri: “Invertire la tendenza o a dicembre sarà una Caporetto”

In una situazione con contagi in crescita esponenziale tra gli operatori sanitari e i posti in terapia intensiva che si esauriscono sempre più velocemente, il rischio che il sistema sanitario collassi è sempre più concreto. A denunciare il quadro è il sindacato italiano degli infermieri Nursing Up: "Invertire la tendenza o a metà dicembre si rischia Caporetto"

Di Davide Leveghi - 10 novembre 2020 - 10:43

TRENTO. "A metà dicembre il sistema sanitario sarà al collasso”. Non usano mezzi termini gli infermieri di Nursing Up. Il sindacato che raccoglie i professionisti italiani del settore, analizzando il quadro dei contagi tra il personale sanitario, traccia una prospettiva decisamente oscura per la penisola. A peggiorare la situazione vi sarebbero poi le carenze nei posti letto, destinate a farsi sentire sempre di più mano a mano che passano le settimane.

 

I contagia tra gli infermieri e il personale medico sono in crescita costante – spiega il presidente nazionale di Nursing Up Antonio De Palma – se il trend prosegue in questo modo, tra qualche mese gli ospedali saranno carenti di personale e molti reparti dovranno chiudere. Temiamo una Caporetto sanitaria. Le proiezioni fatte dal nostro staff di monitoraggio e controllo ci dicono che a dicembre c’è un rischio per la tenuta complessiva del sistema sanitario italiano. E ad sud la situazione rischia di diventare esplosiva”.

 

Ma qual è il quadro in cui si trovano ad operare i professionisti sanitari? Ad oggi, precisa il sindacato, i contagi tra il personale sanitario ammontano a 50.759 persone, di cui 17.042 negli ultimi 30 giorni. Dall’8 al 9 novembre la cifra di operatori sanitari contagiati ha toccato le 921 unità. Numeri pazzeschi, destinati con questo trend, a proseguire nella loro crescita, se è vero che nella seconda ondata i casi registrati sono stati ben 33.717.

 

Secondo l’analisi di Nursing Up, pertanto, “se il trend degli ultimi giorni si manterrà anche per il futuro, il 15 dicembre si potrebbero avere oltre 55.000 operatori contagiati, di questi oltre 25mila saranno infermieri”. Una situazione decisamente problematica, come indicato dal grafico fornito proprio dallo stesso sindacato.

 


 

A complicare ulteriormente il quadro sanitario ci “pensano” le terapie intensive, che in alcune regioni o province autonome, vedi Bolzano, hanno già superato il 70% dei posti occupati. Sono complessivamente 3000 in tutto il Paese i letti occupati in area critica su un totale di 7600 (fonte Nursing Up). “Se non ci sarà un contenimento del contagio – ammoniscono – a fine dicembre non ci saranno posti letto. Preoccupa già adesso la Liguria, vicina al 50% di saturazione, e la Valle d’Aosta, già al 75%”.

 


 

Quali sono le misure proposte dal sindacato infermieri?Il tracciamento e l’isolamento dei soggetti positivi resta l’unica arma contro il virus – prosegue De Palma – da settimane ripetiamo che gli infermieri sono pronti ad aiutare il Paese. Con i tamponi rapidi si potrebbero scovare migliaia di positivi e limitare in modo considerevole la diffusione dei contagi. Per far questo si possono mettere in campo, sul totale di 450mila infermieri italiani, i liberi professionisti a quelli che operano nelle strutture del Ssn ma che sono impegnati nelle gravose attività dell’assistenza ospedaliera”.

 

Allestendo postazioni drive-in, come alcune città hanno già fatto, si potrebbe condurre uno screening a tappeto su tutto il territorio nazionale. Coinvolgere gli infermieri significherebbe peraltro alleggerire in modo considerevole il lavoro delle strutture sanitarie, evitando il diffondersi del contagio tra il personale. Limitando cos’ il rischio collasso. Qual è la ragione che vieta di fare questo? Le best practices di altri Paesi, come la Corea, avrebbero dovuto insegnarci qualcosa e invece nulla. Nessuno ha pensato di seguire questa strada. Eppure il modello Corea, attivato già lo scorso mese di marzo, ha dato ottimi risultati. Ma i governanti italiani non sono stati capaci nemmeno di copiare, purtroppo, se non si invertirà la curva dei contagi, per gli infermieri italiani e più in generale per il personale sanitario, si prospetta una ‘Caporetto’. Spiace dirlo ma i numeri non mentono”.

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