Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, se le misure del Dpcm non funzionano: 660 morti al giorno e 62mila ricoveri entro il 15 novembre. L’analisi (esclusiva) di 4 università e del Policlinico di Pavia

Lo studio esclusivo condotto da 4 università (fra cui Trento) e dal Policlinico San Matteo di Pavia mostra cosa accadrà se le misure dell’ultimo Dpcm non dovessero frenare i contagi: “La crescita esponenziale dei positivi trascinerà con sé quella delle terapie intensive e dei decessi, le strutture sanitarie saranno messe in ginocchio”

Previsioni Covid-19 di ricoveri, terapie intensive e decessi. Elaborazione a cura di Giuseppe De Nicolao, Franco Blanchini, Paolo Bolzern, Marta Colaneri,Patrizio Colaneri, Alessandro Di Filippo, Giulia Giordano, Paolo Sacchi, Raffaele Bruno
Di Tiziano Grottolo - 29 ottobre 2020 - 04:01

TRENTO. “Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica per non essere sopraffatti dalla pandemia”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sintetizzava le ragioni che hanno portato alle nuove misure restrittive introdotte con l’ultimo Dpcm. Eppure il responsabile del coordinamento Covid-19 lombardo Guido Bertolini, pur riconoscendo il passo in avanti, ritiene che arrivati a questo punto le misure siano insufficienti: “È necessario un lockdown – ha detto – soprattutto in alcune aree il sistema assistenziale è vicino al collasso”. Ma quindi cosa succederebbe se queste misure non dovessero bastare?

 

Un team di esperti, coordinati da Giuseppe De Nicolao dell’Università di Pavia e di cui fanno parte anche Giulia Giordano (Università di Trento), Franco Blanchini (Università di Udine), Patrizio Colaneri e Paolo Bolzern (Politecnico di Milano), Marta Colaneri, Alessandro Di Filippo, Paolo Sacchi e Raffaele Bruno della Fondazione Irccs del Policlinico San Matteo di Pavia, ha provato a dare una risposta a questa domanda. In altre parole, attraverso una serie di modelli basati sulle rilevazioni nazionali pubblicate sul sito della Protezione civile, i ricercatori hanno elaborato delle previsioni per cercare di capire quale sarà l’evoluzione da qui al 15 novembre, qualora le misure previste dal Dpcm non dovessero bastare a frenare i contagi.

 

 

Il quadro che emerge è preoccupante: I dati attuali – spiega Nicolao – per quanto riguarda i pazienti positivi al Covid-19, i ricoverati con sintomi, i ricoverati in terapia intensiva e i decessi presentano un andamento esponenziale con tempo di raddoppio intorno ai 10 giorni. Mantenendo questo ritmo di crescita, a metà novembre i dati odierni risulteranno più che quadruplicati”. Tradotto in numeri, alla data del 15 novembre, il totale dei positivi potrebbe raggiungere il milione, i ricoveri totali si aggirerebbero intorno alle 62mila unità (di cui 5.700 in terapia intensiva), mentre i decessi giornalieri arriverebbero a 660.

 

Alcune regioni – sottolinea l’esperto – presentano una crescita ancora più veloce”. È il caso della Lombardia che, mantenendo l’attuale tempo di raddoppio di circa 6 giorni, a metà novembre raggiungerà e supererà da sola i 300 decessi giornalieri. Un’altra importante conseguenza, si legge nello studio, è che se crescono i positivi, crescono in modo proporzionale pure ricoverati, terapie intensive e decessi. “La crescita esponenziale dei positivi – precisa Nicolao – trascinerà con sé quella delle terapie intensive e dei decessi, mettendo in ginocchio le strutture sanitarie”. Numeri che devono far riflettere anche perché, come assicurano esperti e scienziati, il sistema sanitario e il tracciamento collasserebbero ben prima di arrivare a 100.000 casi al giorno con conseguenze disastrose per il Paese.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

23 novembre - 18:32

Il tema è quello dell'apertura degli impianti per il periodo di Natale e Capodanno, ipotesi in questo momento bloccata da Roma. Nel tentativo di forzare una decisione diversa, la Provincia di Trento e quella di Bolzano, valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte hanno trovato un'intesa unanime sul protocollo di sicurezza

23 novembre - 19:48

Sul posto stanno intervenendo diversi vigili del fuoco con un’autoscala e due mezzi di supporto. Stando alle prime informazioni le fiamme sarebbero partite dalla zona del tetto di uno stabile in via Torre d’Augusto a Trento dove ci sono anche alcuni appartamenti

23 novembre - 19:06

Dalla morte di Piergiorgio Cattani alle dimissioni di Ghezzi, Futura affida a una lettera (in forma integrale) l'analisi di un momento complicato per il movimento nato nel 2018: "Confermato o meno l’importante assessorato che ci era stato assegnato, l’unica cosa che ci sentiamo di garantire è presenza responsabile, curiosa e attiva"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato