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Coronavirus, Segnana: “Reclutamento straordinario per potenziare il personale delle Rsa”

Via libera al reclutamento “su base volontaria” del personale proveniente dalle cooperative del Terzo settore: Oss, Osa, Ota andranno ad aiutare le Rsa maggiormente colpite dall’epidemia di coronavirus

Di Tiziano Grottolo - 06 aprile 2020 - 11:49

TRENTO. Ieri, domenica 5 aprile, l’assessora alla sanità Stefania Segnana ha annunciato l’arrivo in Trentino di quattro infermieri (originari di Potenza, Cagliari, Firenze e Cosenza) che prenderanno servizio nelle Rsa maggiormente colpite dall’epidemia di Coronavirus (un’altra ha accettato di operare nella struttura per disabili di Levico).

 

D’altra parte i numeri sono drammatici nel solo mese di marzo, all’interno delle strutture si contavano 282 decessi, ma di questi solo 67 ufficialmente registrati come coronavirus. Come specificato da Enrico Nava, direttore per l'integrazione socio-sanitaria, “L’ipotesi che il coronavirus sia responsabile dell’incremento della mortalità registrata nel mese di marzo 2020, rispetto alla media degli anni passati, è altamente accreditata” (QUI approfondimento).

 

A questi devono aggiungersi i sanitari che si sono ammalati all’interno delle Rsa tanto che la Pat è dovuta correre ai ripari siglando un accordo con Federazione Trentina delle Cooperazione, Consorzio dei Comuni trentini, Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza e sindacati Cgil, Cisl e Uil, per far fronte alle esigenze straordinarie di assistenza nelle strutture. Come sottolineato da Segnana, l’obiettivo è quello di potenziare il personale nelle residenze sociosanitarie attraverso veri e propri “meccanismi di reclutamento straordinario”.

 

D’ora in avanti le Apsp potranno avvalersi di personale messo a disposizione dalle cooperative del Terzo settore e, in via prioritaria, le Comunità di Valle e i Comuni di Trento e Rovereto attingeranno alle risorse solitamente impegnate per l’assistenza domiciliare, coinvolgendo, su base volontaria, i lavoratori con qualifica Oss, Osa, Ota, in mansioni coerenti con la loro formazione. In caso di necessità potranno essere impiegate ulteriori risorse e reclutati operatori di assistenza domiciliare con almeno 24 mesi di esperienza in attività svolte per conto dell’ente pubblico. “I lavoratori – fa sapere l’assessorato – saranno soprattutto impiegati in attività che non prevedono contatto con utenti positivi al virus Covid-19”.

 

Con l’intesa raggiunta è stata anche istituita una cabina di regia che, fra le altre cose, avrà il compito di definire priorità, pianificare le azioni da intraprendere e monitorare gli interventi necessari, anche nella fase di transizione post-emergenza. Nei prossimi giorni il Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia, in accordo con Upipa, definirà i fabbisogni d’intervento, informando successivamente le Comunità e la cabina di regia. La durata del protocollo d’intesa coincide con lo stato d’emergenza e permetterà la sottoscrizione di accordi locali tra Comunità, strutture sociosanitarie e Cooperative, in connessione con la sospensione di gran parte dei servizi di assistenza domiciliare, causata dal contenimento del contagio.

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