Coronavirus, una decina di corpi dei vigili del fuoco volontari in isolamento e operano ''in autonomia'' per limitare il contagio
Le attività vengono monitorate e rimodulate anche tra i volontari per cercare di fronteggiare la diffusione del coronavirus. C'è un ricorso alle procedure seguite nei mesi scorsi dai pompieri di Ala, Vermiglio e Canazei. De Col: "Dobbiamo valutare le procedure nei Comuni a zona rossa, per ora non ci sono però indicazioni diverse"

TRENTO. Attualmente sono una decina i corpi dei vigili del fuoco volontari del Trentino che operano in forma autonoma a causa di alcune positività a Covid.
Le attività vengono costantemente monitorate e rimodulate anche tra i volontari per cercare di fronteggiare la diffusione del coronavirus. C'è un ricorso alle procedure seguite nei mesi scorsi dai pompieri di Ala (Qui articolo) oppure di Vermiglio e Canazei (Qui articolo).
"Queste indicazioni sono ancora attive - dice Raffaele De Col, dirigente del Dipartimento di Protezione civile e servizio foreste e fauna - sono una decina i corpi che seguono queste misure in attesa di isolare il focolaio".
In pratica i vigili del fuoco sono pienamente operativi e possono entrare in azione ma solo limitatamente per interventi che possono svolgere in totale autonomia, mentre in via precauzionale e per scongiurare un eventuale contagio che potrebbe compromettere o mettere in difficoltà il sistema di Protezione civile per il ricorso a eventuali quarantene, i pompieri raggiunti da queste procedure non devono entrare in contatto con vigili del fuoco delle aree vicine e quindi potrebbero trovarsi a cedere il passo in caso di attività che prevedano il supporto di altri corpi limitrofi.
"Solitamente - aggiunge il dirigente del Dipartimento - si riesce a risolvere questa situazione in una settimana. L'intenzione è quella di salvaguardare il più possibile queste unità per quanto riguarda le attività Covid, spesso vengono coinvolti per azioni passive".
Nelle scorse ore sono stati identificati tre Comuni a zona rossa (Castello Tesino, Baselga di Pinè e Bedollo), ma per ora i vigili del fuoco volontari procedono come sempre: "Se il corpo è sano e non presenta casi, l'operatività non cambia: i pompieri seguono sempre procedure solide di prevenzione. Dobbiamo eseguire una valutazione generale per apportare eventuali modifiche e quindi limitare gli interventi territorio comunale di riferimento", conclude De Col.
I corpi dei volontari si sono comunque rimodulati per cercare di evitare ogni criticità per il momento particolarmente delicato. Operativamente i pompieri si sono divisi in squadre più o meno fisse per eventualmente bloccare, in caso emergesse qualche positività, solo una parte dei pompieri e non tutto il blocco. Anche la formazione prosegue con tutte le precauzioni necessarie per limitare la possibilità di contrarre il coronavirus.

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