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Coronavirus, focolaio anche tra i vigili del fuoco permanenti (dopo l'isolamento di una decina di corpi volontari)

La gestione attuale non sta funzionando nemmeno a proteggere i gangli vitali del sistema (e infatti anche la giunta provinciale è stata in isolamento con delle positività accertate). Il tracciamento non sembra più sufficiente a fermare il contagio e allora si chiedere una rimodulazione dei turni e la sospensione degli addestramenti

Foto archivio Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, sanificazione
Pubblicato il - 20 novembre 2020 - 04:01

TRENTO. Stanno aumentando rapidamente i contagi da Covid-19 in tutto il Trentino e anche tra i vigili del fuoco permanenti cominciano a contarsi diversi casi positivi. Il focolaio preoccupa e non poco i pompieri che chiedono maggiori garanzie e più sicurezza affinché il servizio non collassi e la salute degli operatori venga assicurata. Una tegola per il sistema dei soccorsi importante anche perché, come è noto, i vigili del fuoco non si sono mai tirati indietro nemmeno quando è stato ordinato loro, negli scorsi giorni tra venerdì e sabato scorsi, di recarsi a Torino per accompagnare la colonna mobile della Protezione civile trentina per installare le tende dell'ospedale da campo per pazienti Covid nel parco San Valentino.

 

Proprio prima di partire erano stati sottoposti a tampone molti operatori della Protezione civile e diversi di questi erano risultati positivi. I vigili del fuoco permanenti erano intervenuti per assistere la colonna mobile soprattutto nel trasferimento (molti di loro hanno guidato i mezzi). Ora, però, emergono anche diversi contagi tra i vigili del fuoco permanenti per una macchina della prevenzione che sta facendo fatica a tenere il virus lontano anche dai gangli più vitali del sistema provinciale (e i vigili del fuoco ne fanno parte a pieno titolo ma basta pensare anche alle positività trovate tra i membri della giunta provinciale compreso il presidente Fugatti). 

 

Negli scorsi giorni il dirigente generale del Dipartimento della protezione civile spiegava a il Dolomiti che ci sono anche una decina di corpi dei vigili del fuoco volontari del Trentino che operano già in forma autonoma a causa di alcune positività a Covid. Per quanto riguarda questi corpi le attività vengono costantemente monitorate e rimodulate per cercare di fronteggiare la diffusione del coronavirus di fatto isolando i corpi con casi all'interno e facendoli, in caso di necessità, operare da soli. Si segue il modello della prima ondata quando situazioni di questo tipo erano accadute al corpo di Ala (Qui articolo) e a quelli di Vermiglio e di Canazei (Qui articolo).

 

La questione, per i permanenti, è più complessa e se pare che ormai rischi di essere troppo tardi per isolare il virus con il tracciamento si chiede almeno una rimodulazione della turnazione, una incentivazione dello smart working per tutti quelli che possono lavorare a distanza (come, per esempio, il personale amministrativo), la sospensione degli addestramenti e ''blindare'' la caserma limitando il più possibile l'accesso agli estranei e a chi non è strettamente necessario al servizio operativo. Impegni improcrastinabili per assicurare la sicurezza di chi ogni giorno salva vite e lavora al servizio degli altri e che chiede che gli sia garantita sicurezza.

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