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Da lunedì riaprono i bar in Alto Adige ma c'è chi dice no: "Ordinanza poco chiara, mette a rischio i lavoratori"

Il proprietario del bar La Nuova Grotta del Corso di Bolzano ha annunciato di voler attendere le riaperture a livello nazionale (18 maggio), attendendo una settimana in più rispetto a ciò che permette l'ultima ordinanza firmata da Kompatscher (11 maggio). "Scelta a tutela dei miei dipendenti. Come faccio a capire se le persone che siedono allo stesso tavolo sono congiunti?"

Foto tratta dalla pagina facebook de La Nuova Grotta del Corso
Di Davide Leveghi - 10 May 2020 - 13:07

BOLZANO. In un Alto Adige che si accinge alla ripartenza, la scelta del governo di impugnare la parte dell'ordinanza attinente alla sicurezza sul lavoro produce le prime “defezioni”. La scarsa chiarezza delle linee guida sulla sicurezza, la paura di conseguenze sulla salute dei lavoratori e il timore di vedersi impartire sanzioni ha infatti spinto qualche esercente a ritardare l'apertura, in attesa che entrino in vigore le norme nazionali.

 

Lunedì 11 maggio, infatti, l'Alto Adige/Südtirol aprirà anticipatamente rispetto al resto del Paese una serie di attività, tra cui quelle inerenti i servizi alla persona, la ristorazione, le attività artistiche e culturali. Una scelta che ha visto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia contrario, tanto da decidere, sebbene non vi sia una bocciatura tout court, di impugnare il provvedimento. A determinare questa decisione, che apre una scontro “non esasperato” tra Roma e Bolzano (come raccontatoci dal costituzionalista Francesco Palermo), è in particolare la regolamentazione della sicurezza sul lavoro.

 

Mentre Kompatscher ha scelto infatti di affrontare la “Fase 2 all'insegna dell'applicazione dell'autonomia”, l'esecutivo considera incongruente questo esercizio con il “rispetto dei valori universali garantiti dalla Costituzione, primo tra tutti quello alla salute”. “I proprietari degli esercizi commerciali – aveva spiegato il ministro Boccia – i lavoratori e tutti i clienti hanno il diritto di vedere garantita la loro incolumità sulla base di prescrizioni scientificamente validate a livello nazionale dal Ministero della Salute. Pochi giorni di attesa non possono giustificare un rischio sulla salute pubblica, tutti vogliamo ripartire, ma in sicurezza; le riaperture senza le indicazioni Cts-Inail risultano improvvide”.

 

A pensarla così è anche Bruno Esposito, proprietario nel capoluogo altoatesino del bar la Nuova Grotta del Corso su Corso della Libertà. Dopo l'iniziale entusiasmo per la riapertura, testimoniato da un video apparso sulla pagine facebook in cui si calcola la distanza tra i tavolini nel portico di fronte al locale, ha prevalso infatti la cautela: “Una settimana non cambia la vita a nessuno – ha commentato – la scelta di attendere il 18 maggio per riaprire è stata dunque fatta per tutelare i miei due dipendenti, visto che l'Inail non darebbe la copertura in caso di contagio”.

 

 

Nella provincia di Bolzano, secondo l'ordinanza approvata dal Consiglio provinciale nella notte tra il 7 e l'8 maggio con un solo voto contrario, da lunedì 11 maggio anche gli esercizi di ristorazione possono riaprire, a condizione che nei locali non siano ammessi più ospiti di quanti siano i posti a sedere. I tavoli devono essere disposti in modo che la distanza tra le persone sia di due metri – si legge – con l'esenzione da questa regola dei membri dello stesso nucleo familiare. La distanza può essere minore, nondimeno, qualora venissero installati dei dispositivi di separazione adeguati alla prevenzione del contagio.

 

Regole che a giudizio del proprietario de La Nuova Grotta del Corso appaiono troppo fumose e aperte a interpretazioni. “Le famiglie secondo questa nuova ordinanza – continua – possono sedere allo stesso tavolo. Due persone conviventi anche, senza l'utilizzo di protezioni. Ma se arriva una coppia nel mio locale io cosa devo fare? Chiedere loro se convivono? Mettiamo inoltre che si presentino due persone che dall'ufficio vengono a bersi un caffè. Queste, che per il tragitto fino al bar possono benissimo non aver rispettato alcuna distanza, quando si siedono al bar devono stare distanti due metri o separati dal plexiglass, non ha senso”.

 

Fanno un giorno una cosa ed il giorno dopo un'altra. Per questo ho deciso di attendere l'ordinanza nazionale, delle linee guida che siano chiare per tutti. Se mi arriva nel locale un controllo, infatti, come farei? Diventerebbe più un lavoro capire da tutti i clienti se siano o no congiunti che altro”.

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