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Il Dpcm blocca lo sport amatoriale ma il calcio in Trentino non si ferma: ''Garantiti tutti i campionati''

Si possono praticare quelli a livello professionistico, agonistico e di base. Sono salvi i tornei organizzati dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute da Coni e Cip nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni. Pellizzari (presidente Federcalcio) sull'accesso del pubblico agli impianti: "Resta assolutamente fondamentale comunque continuare a rispettare le regole: autodichiarazione, misurazione della febbre, mascherine e distanziamento interpersonale"

Di Luca Andreazza - 13 ottobre 2020 - 13:53

TRENTO. "Non cambia nulla. Tutti i campionati proseguono normalmente con la massima prudenza, flessibilità organizzativa e buonsenso, naturalmente nel solco delle regole in vigore". Così Ettore Pellizzari, presidente della Federcalcio trentina, sulle nuove norme contenute nel Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte nella giornata di oggi, martedì 13 ottobre. 

 

Le nuove disposizioni per fronteggiare la diffusione dell'epidemia Covid-19 vietano tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto con carattere amatoriale. Si possono praticare quelli a livello professionisticoagonistico e di base. Sono salvi i tornei organizzati dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute da Coni e Cip nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni, Discipline associative e enti di promozione sportiva, idonei a prevenire e ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento.

 

"Le attività possono proseguire regolarmente dall'Eccellenza alla Seconda categoria. E' confermato anche il campionato amatori, così come il calcio a 5 e i settori giovanili. Un grandissimo merito è delle società - dice Pellizzari - che sostengono il peso di questo momento così delicato e ottemperano ai vincoli normativi per portare avanti le attività nel pieno rispetto della sicurezza. C'è ovviamente preoccupazione ma l'atteggiamento è serio e costruttivo per trovare quotidianamente le migliori soluzioni". 

 

Qualche partita è saltata a causa dell'epidemia e l'identificazione di qualche caso all'interno delle società. "Adesso - prosegue il numero uno della Federcalcio - valutiamo come ricollocare le gare rinviate, però il numero è molto limitato rispetto al volume dell'attività fin qui portato avanti. L'attenzione è altissima e alcuni incontri sono stati spostati per la massima prudenza. Non seguiamo volutamente un protocollo stile Uefa per prevedere un tetto alle positività prima di decidere per un rinvio, ma la Figc valuta quotidianamente come agire nella massima flessibilità e disponibilità. E' straordinario il comportamento delle società: la collaborazione e la solidarietà tra le diverse squadre è davvero tanta e si è sempre arrivati a soluzioni condivise".

 

Il Dpcm consente anche la presenza di pubblico. "Una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori all'aperto e 200 al chiuso. Va garantita - si legge nel testo - la distanza di un metro e la misurazione della febbre all'ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d'intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all'aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome".

 

"In questo caso ci atteniamo all'ordinanza della Provincia di Trento - aggiunge il presidente della Figc - in quanto è più aderente alla realtà territoriale, quindi rimangono le disposizioni antecedenti a questo Dpcm. Certo, resta assolutamente fondamentale comunque continuare a rispettare le regole: autodichiarazione, misurazione della febbre, mascherine e distanziamento interpersonale".

 

Nel frattempo, la Federcalcio trentina ha incassato il ritiro del Giovo dal campionato di Seconda categoria dopo i rinvii delle gare contro Cornacci e Mattarello: ''Impossibile allenarsi e disputare partite in modo responsabile, tranquillo e sereno'' (Qui articolo). In arrivo per la società una multa da 2 mila euro per la rinuncia in corso d'opera.

 

"Dobbiamo applicare le normative e i regolamenti. Noi abbiamo cercato di gestire questa situazione. Li avremmo aspettati e avremmo rinviato tutte le partite fino a quando fosse stato necessario e sostenibile per l'organizzazione dei campionati. E' comunque una decisione della società che rispettiamo e speriamo di poter rivedere il Giovo ai nastri di partenza della prossima stagione", conclude Pellizzari.

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