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L'Eccellenza e gli altri tornei regionali ripartiranno senza retrocessioni. Il consiglio federale della Figc dà l'ok ma scarica sulla politica le responsabilità

Superate tutte le barriere dal punto di vista sportivo, ma resta l'incognita di come procederanno Governo e Amministrazioni locali, che potrebbero bloccare - di fatto - la ripartenza con provvedimento più restrittivi rispetto a quelli contenuti nel Dpcm in vigore sino al prossimo 6 aprile

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti
Di Daniele Loss - 05 marzo 2021 - 17:42

ROMA. L'Eccellenza e i tornei regionali (calcio a 5 di serie C1 maschile e serie C/C1 femminile ed Eccellenza femminile) ripartiranno.
Lo ha stabilito all'unanimità il Consiglio Federale della Figc, che ha accolto totalmente le istanze della Lega Nazionale Dilettanti, che chiedeva il riconoscimento d'interesse nazionale per i massimi tornei a carattere regionale.

Il via libera, subordinato alla prioritaria tutela della salute (passaggio del Comunicato, questo, che lascia intendere che potrebbe arrivare un "blocco" da parte di Governo o delle Amministrazioni locali), avverrà presumibilmente dopo la riunione del Consiglio Direttivo di Lega, in programma il prossimo 10 marzo. Il primo passaggio sarà quello di permettere la ripresa degli allenamenti "di contatto" e poi sarà immediatamente comunicato il nuovo format dei tornei.

 

La Figc ha infatti autorizzato la Lega Nazionale Dilettanti a modificare il format dei campionati e l'enorme novità è rappresentata dal blocco delle retrocessioni: nessuno, dunque, retrocederà nella categoria inferiore, mentre sarà salvaguardato il merito sportivo. Le promozioni, dunque, ci saranno, anche se i tornei saranno molto più brevi rispetto al solito.

 

La questione dei ristori a favore delle società e, conseguentemente, dei protocolli da rispettare è ancora apertissima: la Figc ha fatto semplicemente sapere che attenderà le misure contenute nell'imminente "Decreto Sostegno" predisposto dal Governo. Un passaggio, quest'ultimo, di fondamentale importanza, perché senza contributi sostanziosi ed erogati nel breve periodo è impensabile che le società interessate possano sostenere le spese relative a tamponi (da effettuare, per tutto il gruppo squadra, una volta a settimana, 48-72 ore prima di ogni gara, salvo i turni infrasettimanali) e sanificazione degli ambienti.

 

Adesso la partita si sposta su di un altro campo, tanto per usare una metafora calcistica. Cosa diranno Governo e Amministrazioni Locali? Saranno pro ripresa e pronte a favorire la ripresa dei sopracitati tornei (che prevedono la possibilità di allenarsi e spostarsi per le sedute e le gare ufficiali anche all'interno della zona rossa), oppure metteranno in atto ulteriori restrizioni (esempio: la chiusura degli impianti, indipendentemente dall' "interesse nazionale" della manifestazione) e, di fatto, bloccheranno l'attività?

Un altro quesito che tanti si pongono è: se una o più Amministrazioni locali dovesse dire "no" alla ripresa, come si comporterebbe la Lega Nazionale Dilettanti? L'attività potrebbe ripartire anche solamente in alcune Regioni e in altre no (con enormi problemi, a quel punto, legati alla questione del merito sportivo) oppure la conditio sine qua non è che la ripresa avvenga su tutto il territorio nazionale? I tempi stringono e, tra elezioni e rinvii, si è arrivati al limite (domanda: perché non muoversi prima a riguardo?).

 

Il Consiglio Federale ha condiviso all’unanimità la volontà di ripresa della Lega Nazionale Dilettanti e dei suoi club - ha commentato con soddisfazione il numero uno della Lnd Cosimo Sibilia - e ora spetta al nostro direttivo fare la necessaria sintesi delle proposte di tutte le regioni. Come Lnd abbiamo tutto l’interesse nel riprendere a giocare, perché è la nostra mission e perché lo dobbiamo alla passione sconfinata di migliaia di tesserati. Ripartire con i campionati regionali di vertice sarà un segnale di speranza per tutto il movimento del calcio di base del Paese".

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