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Il primario di terapia intensiva: “Ci sono ancora tantissimi pazienti Covid sia nei reparti di media e alta intensità che in terapia intensiva”

Attualmente terapie intensive e capienza degli ospedali trentini superano la soglia critica del 40%, il primario della terapia intensiva di Rovereto: “L’aiuto può venire anche dalla popolazione che, rispettando le regole, può aiutarci a evitare di dover espandere continuamente l’ospedale per accogliere i pazienti Covid”

Di Tiziano Grottolo - 28 novembre 2020 - 18:17

ROVERETO. “La situazione è di un ospedale ancora con tantissimi pazienti Covid sia nei reparti di media e alta intensità che in terapia intensiva”, così Giovanni Pedrotti primario della terapia intensiva di Rovereto, fotografa l’attuale situazione all’interno dell’ospedale di Santa Maria del Carmine.

 

Quello di Rovereto è il primo ospedale Covid della Provincia dove tutt’ora ci sono una ventina di pazienti ricoverati in terapia intensiva. A livello provinciale (dati aggiornati al 27 novembre) quello dei posti letto occupati nelle terapie intensive è uno dei dati critici visto che è stata quasi raggiunta la soglia del 50%. Attualmente i posti letto occupati sono 44 su 90 disponibili. Non va meglio per i pazienti ricoverati nei “normali” reparti con sintomi legati al Covid-19 che hanno raggiunto il 67,5% della capienza.

 

L’organizzazione dei reparti, sottolinea Pedrotti, è strutturata a seconda della gravità del quadro clinico dei pazienti: chi non accusa particolari difficoltà respiratorie sarà ricoverato in media intensità, alle prime insufficienze respiratorie si viene trasferiti in un reparto ad alta intensità dove si potrà ricevere l’assistenza della ventilazione non invasiva. Infine, i casi più gravi, per i quali si rende necessaria l’intubazione, sono seguiti in terapia intensiva.

 

“A differenza della volta scorsa – precisa Pedrotti – quando c’erano solo i pazienti Covid, questa volta ci siamo organizzati perché non esiste solo questa patologia, esistono anche gli altri pazienti che hanno pari dignità. Ci siamo organizzati per avere tutti i posti Covid necessari mantenendo dei reparti per pazienti non Covid, garantendo al contempo l’attività chirurgica urgente”.

 

Infine, il primario della terapia intensiva di Rovereto rivolge un appello affinché ognuno faccia la propria parte: “L’aiuto può venire anche dalla popolazione che, rispettando le regole, può aiutarci a evitare di dover espandere continuamente l’ospedale per accogliere i pazienti Covid”. Se i contagi aumentano di conseguenza crescono anche i ricoveri che costringono l’azienda sanitaria a convertire normali reparti per accogliere i nuovi pazienti positivi.

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