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Il Tribunale di Trento rigetta il ricorso sui vitalizi. Le somme tagliate andranno a un fondo per famiglie e occupazione

Anche il Tribunale di Trento, a un anno dalla Corte Costituzionale, ha rigettato il ricorso di venti ex consiglieri regionali contro una legge che regola il tetto dei vitalizi e li taglia con effetto retroattivo, destinando le somme a un fondo per le famiglie e l'occupazione. Grande soddisfazione è stato espressa dalle sigle sindacali, schieratesi con la Regione

Pubblicato il - 27 April 2020 - 18:16

TRENTO. Dopo circa un anno dal via libera della Corte Costituzionale al taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali, il ricorso di venti di questi è stato rigettato anche dal Tribunale di Trento. A pronunciare la sentenza è stata la giudice Adriana De Tommaso, dopo che una ventina di ex consiglieri, appunto, si erano opposti alla legge regionale 4 del 2014 sul taglio dei vitalizi regionali, con cui si stabilivano con effetto retroattivo la riduzione del 20% degli importi e il tetto di 9000 euro massimo in caso di cumulazione di vitalizi.

 

La giudice ha pertanto decretato la legittimità della retroattività della norma in questione, in quanto sul diritto del singolo (i consiglieri regionali ricorrenti) prevale l'interesse della cittadinanza; la norma regionale, infatti, impone il versamento delle somme eccedenti di vitalizio per sostenere il Fonda Family, creato per tutelare con iniziative per famiglie e occupazione i cittadini e le cittadine in una fase di grave crisi economica.

 

A seguito della sentenza, grande soddisfazione è stata manifestata dalle sigle sindacali, che attraverso una nota dei tre segretari provinciali, hanno commentato positivamente la decisione del Tribunale di Trento. “Non possiamo che essere soddisfatti per una decisione che conferma la validità della posizione della Regione, da noi sostenuta e cioè che i consiglieri sono tenuti a restituire le somme eccedenti sotto forma di benefici sociali per la comunità trentina – dichiarano Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) – abbiamo sostenuto questa linea con determinazione, senza nascondere la nostra amarezza di fronte alla decisione dei consiglieri di proseguire per vie legali anche dopo decisione della Corta Costituzionale”.

 

Un'ostinazione che appare, seppur legittima, irrispettosa verso le tante famiglie e le moltissime persone che anche nella nostra comunità affrontano con fatica la vita quotidiana – continuano – non abbiamo mai negato che la politica ha un costo ed è giusto che chi si mette a servizio delle istituzioni sia sostenuto economicamente e in misura adeguata. Adeguatezza ed equità devono essere i principi a cui fare riferimento e a cui mai venir meno”.

 

Cgil, Cisl e Uil, difese dall’avvocato Giovanni Guarini, erano intervenute in giudizio a supporto della Regione, opponendosi così alle richieste degli ex consiglieri regionali. Nella loro nota, infine, hanno tenuto a ricordare l'avvocato Ottorino Bressanini, “che con il suo impegno, la sua passione civile e la sua professionalità ci ha accompagnato nell'avvio di questo percorso. La sentenza di oggi la dobbiamo anche a lui”.

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