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Investimenti: il Trentino perde 3 punti, Tonini: “Fugatti ha speso solo il 27% delle risorse, dato allarmante”

La Pat sugli investimenti non decolla, anzi peggiora rispetto al 2018 e riesce a spendere risorse solo per il 27% di quelle disponibili. Tonini: “Per ora abbiamo visto poche idee e ben confuse, Fugatti e la Giunta devono cambiare passo altrimenti il Trentino uscirà dalla crisi con le ossa rotte”

Di Tiziano Grottolo - 19 July 2020 - 13:38

TRENTO. Nel 2019 la Provincia di Trento è riuscita a spendere solo il 27% delle risorse stanziate per gli investimenti, a certificarlo la relazione sul rendiconto del bilancio firmata dallo stesso presidente Maurizio Fugatti e presentata in questi giorni per un’approvazione che visti i numeri della maggioranza sembra scontata.

 

Per il consigliere provinciale Dem Giorgio Tonini si tratta di un dato “drammatico, che fa del Trentino una provincia ‘italiana’ a tutti gli effetti”. Come se non bastasse il dato è pure in peggioramento rispetto all’anno precedente, nel 2018 infatti la Pat era riuscita a spendere il 30 per cento degli stanziamenti in conto capitale “Nell’anno di Vaia – afferma il consigliare del Partito Democratico – segnato dalla voglia di investire e ripartire, oltre che l’anno di avvio effettivo della ‘rivoluzione leghista’ a piazza Dante, la performance della macchina provinciale è peggiorata di 3 punti percentuali”.

 

Il lockdown come tutti sanno ha colpito duramente l’economia trentina e persino le casse della Provincia ne hanno risentito, per via della drastica riduzione delle entrate fiscali sono venuti meno circa 350 milioni di euro (parzialmente ristorati dallo Stato con circa 138 milioni). Se da un lato Tonini riconosce le difficoltà nel mettere in piedi una finanziaria allo stesso tempo punta il dito contro “la fragilità e l’incertezza” della manovra leghista, certificate anche dal calo di 3 punti percentuali sugli investimenti. “È illusorio sperare in una ripresa robusta e duratura se ci si limita a pompare benzina in una macchina che non funziona. Per rimettere in moto l’economia trentina servono le risorse, ma servono altrettanto e forse ancora di più le riforme. Un programma di riforme che affronti con coraggio e lungimiranza i nodi che la crisi ha messo in evidenza.”

 

Il Partito Democratico chiede a Fugatti di non usare la crisi come alibi: “Sul lavoro provinciale – dice Tonini – non c’è uno straccio di idea. Sulle comunità di valle si va verso il commissariamento, invece della riforma. Del piano sanitario non c’è ancora traccia. Poche idee, ma ben confuse, su commercio e turismo: a sentire l’assessore al turismo Failoni il Trentino è tutto turistico, a sentire quello al commercio, sempre Failoni, è mezzo si e mezzo no e il confine taglia in due il lago di Caldonazzo. Nulla – ribadisce il consigliere Demo – lo dicono anche gli imprenditori, per sostenere le imprese che vogliono innovare. E stanno finendo i soldi per la Cassa integrazione”. L’appello che Tonini rivolge a Fugatti è quello di cambiare passo: “Altrimenti il Trentino uscirà dalla crisi con le ossa rotte”.

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