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L’appello dei governatori del Sud a chi fugge dalle zone arancioni: “Non partite, non portate il virus ai vostri cari”

Dalla Calabria alla Puglia le istituzioni chiedono ai propri cittadini “responsabilità”. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano: “Non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l’entrata in vigore del decreto legge del Governo”. Jole Santelli, presidente della Calabria: “È evidente che la situazione sta sfuggendo al controllo”

Di Tiziano Grottolo - 08 marzo 2020 - 10:24

TRENTO. Se non è panico poco ci manca, dopo che nella tarda serata di ieri era trapelata la notizia dell’estensione delle così dette “zone arancioni” alla regione Lombardia e ad altre 14 provincie molte persone si sono riversate nelle stazioni ferroviarie nel tentativo di “sfuggire” al decreto legge emanato dal governo ed entrato in vigore oggi, domenica 8 febbraio (QUI articolo). Centinaia, ma forse sono anche di più, le persone che hanno scelto di spostarsi da queste zone verso le rispettive regioni d’origine, soprattutto verso il Meridione, in questo modo però aumentano le possibilità che il coronavirus possa diffondersi, perfino in zone dove fino ora non era mai arrivato.

 

Così i governatori del Sud, dalla Calabria alla Puglia hanno rivolto ai propri concittadini un appello alla responsabilità chiedendo loro di non partire e a chi lo avesse già fatto di tornare indietro. Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, ha emanato in fretta e furia un’ordinanza attraverso la quale si obbliga, chi arriva dalla Lombardia o dalle 14 province poste in zona rossa, a mettersi in quarantena.

 

Emiliano ha poi voluto scrivere un messaggio su Facebook: “Vi parlo come se foste i miei figli, i miei fratelli, i miei nipoti: fermatevi e tornate indietro. Scendete alla prima stazione ferroviaria, non prendete gli aerei per Bari e per Brindisi, tornate indietro con le auto, lasciate l’autobus alla prossima fermata. Non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l’entrata in vigore del decreto legge del Governo. State portando nei polmoni dei vostri fratelli e sorelle, dei vostri nonni, zii, cugini, genitori il virus che ha piegato il sistema sanitario del nord Italia. Avreste potuto proteggervi come prescritto, rimanendo in casa e adottando tutte le precauzioni che ormai avrete imparato. Ma avete preso una decisione sbagliata – continua Emiliano – non ho purtroppo il potere di bloccarvi, ma posso ordinarvi di comunicare il vostro arrivo ai medici di famiglia e di rimanere a casa in isolamento fiduciario per 14 giorni. Se volete evitare queste conseguenze, se siete in Lombardia o nelle altre province indicate, non tornate adesso in Puglia e se siete già in viaggio ritornate indietro.

 

Il messaggio del presidente della Puglia si conclude così: “So cosa state provando. Ma dovete essere lucidi. Questo esodo non aiuta voi e fa solo male, tanto male a chi in Puglia vi aspetta e vi ama. E a chi si trova in Puglia dico: non chiedetemi di chiudere i confini della regione, di bloccare aerei, treni, autobus e automobili perché non ho questo potere. La limitazione della libertà di circolazione è di esclusiva competenza del Governo nazionale. Sono le due e mezza di notte e con l’Avvocatura regionale abbiamo messo a punto il testo della ordinanza che vi allego. In questo modo sto facendo il massimo in mio potere per limitare danni sanitari gravissimi derivanti da questo improvviso esodo”.

 

Lo stesso provvedimento per obbligare alla quarantena chi rientra dal nord è stato emanato dalla presidente Jole Santelli che poi ha affermato: “Cari calabresi, è una follia. La diffusione della bozza di decreto sulla nuova zona rossa sta portando ad un vero esodo verso il sud, ed in particolare verso la Calabria. Siamo preoccupati ed a lavoro senza sosta per preservare la nostra terra da chi non ha ben compreso la gravità del rientro senza controllo. Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti. Non fatelo. Fermatevi! Seguite le regole, proteggetevi e proteggeteci come prescritto”.

 

La presidente ha poi spiegato: “L’esodo incontrollato porterà all’aumento esponenziale del contagio anche da noi. È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza. Occorrono provvedimenti urgenti e seri di contenimento e sicurezza che non è nel potere della Regione emanare – concludendo – chiedo con forza un’assunzione seria di responsabilità da parte del governo nella gestione delle partenze. È evidente che la situazione sta sfuggendo al controllo. Chiedo il blocco delle partenze verso la Calabria, per ordinanza regionale noi stiamo facendo i controlli negli aeroporti, ma non possiamo chiudere ingressi, treni e pullman. Il governo blocchi l’esodo verso la Calabria che rischia di innescare una bomba emergenziale. Chiediamo immediati ed urgenti controlli su treni e nelle stazioni dei pullman. Non è nei miei poteri bloccare gli arrivi dalla zona arancione. La Calabria non è in grado di reggere un’emergenza sanitaria grave”.

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