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Libero il colpevole della strage di Lutago. In attesa del processo continuerà a vivere tra i frati dell'abbazia di Novacella

Stefan Lechner, il giovane 27enne di Chienes responsabile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio della strage di Lutago, in cui rimasero uccisi 7 turisti tedeschi e una decina di altri feriti, è stato lasciato in libertà. Revocato il provvedimento cautelare nei suoi confronti, scontato fino ad ora ai domiciliari nell'abbazia di Novacella, continuerà a vivere tra i religiosi per proseguire nel suo percorso di recupero psicologico e spirituale

Pubblicato il - 20 luglio 2020 - 10:35

BRESSANONE. Rimarrà tra i religiosi dell'abbazia di Novacella per proseguire il suo percorso spirituale. È questa la scelta di Stefan Lechner, operaio 27enne originario di Chienes, vicino a Brunico, responsabile nella notte tra sabato 4 e domenica 5 gennaio dell'incidente in cui persero la vita 6 persone e altre 11 rimasero più o meno gravemente ferite - una di loro morì di lì a qualche ora, portando il bilancio a 7 vittime. 

 

La notizia del termine del provvedimento cautelare nei suoi confronti gli avrebbe dato la possibilità di tornare – per quanto possibile – ad una vita normale, almeno fino all'inizio del processo per l'accusa di omicidio plurimo. Eppure Lechner, che già dal primo momento era apparso estremamente colpito dal fatto, ha deciso di proseguire nel percorso di recupero psicologico, continuando, questa volta non più sotto regime di arresti domiciliari, di accompagnare nella vita di preghiera i religiosi che abitano l'antica abbazia agostiniana.

 

Il giovane, nel gennaio scorso, messosi alla guida nonostante l'alto tasso alcolemico aveva falciato a forte velocità un gruppo di turisti tedeschi nella località di Lutago, in Valle Aurina. Sei di questi, tutti tra i 20 e i 25 anni, avevano perso la vita sul colpo, mentre 11 erano stati i feriti, di cui 4 in gravissime condizioni. Uno di loro era morto il giorno successivo mentre attualmente un altro versa in una situazione di coma irreversibile.

 

A causa delle condizioni psicofisiche fortemente alterate, Lechner non s'era accorto della presenza lungo il ciglio della strada dei giovani appena scesi da un pulmino in ritorno da una discoteca. Con un tasso alcolemico di 4 volte superiore al consentito, a bordo della sua Audi TT Coupè, colpisce prima il gruppo di giovani per poi perdere il controllo dell'auto e finire contro un cumulo di neve a bordo strada.

 

Apparso sin da subito sconvolto, il giovane ripeté a più riprese di volersi uccidere, prostrato e in stato di shock. Per lui, accompagnato in carcere, sorvegliato 24 ore su 24 e trattato con calmanti, si decise successivamente una terapia di recupero cominciata nell'ospedale di Bressanone e proseguita con la misura degli arresti domiciliari nell'abbazia, dove Lechner si occupava dei frati e della cura degli anziani. Per le vittime e le loro famiglie, intanto, sono stati messi a disposizione 10 milioni di risarcimenti. 

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