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M49-Papillon ce l'ha fatta, dopo 9 mesi tra Trentino orientale, Alto Adige e Veneto è tornato a casa

Negli ultimi giorni le autorità sono riuscite a ricostruire con un buon grado di probabilità gli spostamenti di M49 a seguito delle segnalazioni sul Carega risalenti al periodo di Pasqua. Catturato a luglio e scappato dal Casteller, il plantigrado è riuscito a ritornare nelle aree in cui orbitava prima della fuga. La Provincia ricorda che le attività di cattura dell’orso in applicazione dell’ordinanza di rimozione non sono mai state sospese

Di Luca Andreazza - 27 April 2020 - 19:32

TRENTO. Papillon è ritornato a casa. Il plantigrado catturato a luglio scorso e poi fuggito dal Casteller è riuscito a ritornare nelle aree dove orbitava tra la val Rendena, Giudicarie e Chiese (Qui articolo). La conferma arriva dalla Provincia. 

 

Negli ultimi giorni le autorità sono riuscite a ricostruire con un buon grado di probabilità gli spostamenti di M49 a seguito delle segnalazioni sul Carega risalenti al periodo di Pasqua. Questo in base alle segnalazioni che si sono susseguite e che, per le caratteristiche delle stesse (nuove intrusioni in case e rifugi, stabili) e il loro concatenamento, sono riferibili con ogni probabilità a questo orso.

 

Uscito dal letargo in zona Lagorai ha danneggiato diverse malghe in cerca di cibo nel corso della primavera in val di Fiemme, Altopiano di Pinè e val dei Mocheni. Successivamente è stato avvistato a Levico nell'area di Vetriolo, poi tra Folgaria e Besenello per dirigersi in Lessinia (Qui articolo). La settimana dopo Pasqua, M49 si sarebbe dunque spostato attraverso i monti Lessini verso ovest per raggiungere la valle dell’Adige.

 

Poi si è diretto verso il lago di Garda dove è stato avvistato in zona Cassone di Malcesine in provincia di Verona. Da lì in una decina di giorni si è mosso verso nord e poi ancora a ovest: sono, infatti, riferibili allo stesso esemplare gli avvistamenti (e intrusioni) registrati nella zona di Nago, del monte Stivo e, dopo aver attraversato anche la valle dei Laghi, Stenico e la val Algone. Alla fine è riuscito a raggiungere la busa di Tione e i sovrastanti monti tra la val di S.Valentino e la val di Breguzzo dove è stato segnalato in questi ultimi giorni.

 

Probabilmente è riuscito a sfruttare la quasi assenza di traffico e persone per le restrizioni imposte dalle autorità per fronteggiare l'emergenza coronavirus e questo ultimo significativo spostamento avrebbe portato l’orso nell’area dove gravitava fino all’estate scorsa, dimostrando oltre che una forte capacità di spostamento (nota in generale nell’orso), anche la capacità di ritrovare determinate zone pur in un ambiente sconosciuto e complesso, sia dal punto di vista orografico che in termini di barriere ecologiche.

 

Ora è possibile che l’animale rallenti gli spostamenti e frequenti con più assiduità la zona che gli è nota, area nella quale sarebbero già stati registrati i primi danneggiamenti. La Provincia ricorda che le attività di cattura dell’orso in applicazione dell’ordinanza di rimozione non sono mai state sospese pur risultando assai difficili su un animale in costante e rapido spostamento, sono ora concentrate in questa area.

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