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Scuola, oltre 350 insegnanti a Bisesti: ''Poche risposte e contraddittorie'', ai sindacati: ''La tessera non è una delega in bianco, ci coinvolgano''

Nei giorni scorsi è stato attivato un "Appello sulla contrattazione straordinaria in corso" rivolto a sindacati della scuola e Provincia. Una trattativa che si è arenata e le dure prese di posizione di Flc Cgil e Cisl, così come della Uil. La lettera in forma integrale

Di L.A. - 29 luglio 2020 - 21:21

TRENTO. "Gli insegnanti si sono dati da fare ben oltre gli obblighi e senza che fosse necessario richiamarli al senso di responsabilità". Così Andrea Brocchieri, Giovanni Ceschi, Lucio Gerlin e Laura Rubagotti, portavoce di "Diritti a scuola", che raggruppa oltre 350 docenti (Qui link).

 

Nei giorni scorsi è stato attivato un "Appello sulla contrattazione straordinaria in corso" rivolto a sindacati della scuola e Provincia. Una trattativa che si è arenata e le dure prese di posizione di Flc Cgil e Cisl (Qui articolo), così come della Uil (Qui articolo). La richiesta è quella di coinvolgere gli insegnanti, ma anche di chiarire il ritorno a scuola a fronte dei 4 scenari ipotizzati da piazza Dante (Qui articolo).

 

Pubblichiamo in forma integrale la lettera del gruppo "Diritti a scuola"

 

Il 28 luglio abbiamo avviato la sottoscrizione ad un “Appello sulla contrattazione straordinaria in corso” rivolto ai sindacati della scuola e alla Provincia. In una sola giornata l’appello ha raccolto 350 firme.

 

Nel frattempo la trattativa sindacale è stata interrotta e non sappiamo se riprenderà. Ma le ragioni essenziali dell’appello restano ancora valide, sia nei confronti dei sindacati che della Provincia.

 

A tutti i sindacati abbiamo chiesto che in queste condizioni straordinarie e in piena estate non si firmino accordi senza una tempestiva e ampia consultazione della base, che finora non è avvenuta. La tessera sindacale non può essere intesa come una delega in bianco, specie in questo momento nel quale emerge una crescente insofferenza dei docenti verso i sindacati, percepiti come sempre meno rappresentativi.

 

Nel nostro appello abbiamo toccato tutti i punti oggetto della contrattazione. Anche a rischio di una certa dispersività, era necessario far sentire la voce di tanti su molti aspetti.

 

E nemmeno volevamo apparire quei “docenti sfaticati” su cui ironizza il presidente dell’Associazione dei presidi, con argomento facilmente rovesciabile. Gli insegnanti si sono dati da fare ben oltre i loro obblighi e senza che fosse “necessario richiamarli al senso di responsabilità”, come qualcuno ha scritto oscenamente nel Piano allegato alla delibera della Giunta.

 

Ora l’obiettivo è tornare coi nostri alunni a fare scuola, quella vera, pienamente funzionante e capace di migliorarsi se le si danno i mezzi e le condizioni ‒ cosa che spesso non accade, sia da parte di chi dirige, che da parte di chi governa. Alla Provincia rivolgiamo richieste anche più importanti e urgenti.

 

Rileviamo una difformità evidente tra le dichiarazioni dell’assessore Bisesti e la delibera sulla riapertura delle scuole che la Giunta ha votato il 22 luglio scorso. Inoltre notiamo una distanza anche tra questi indirizzi politici e la loro applicazione da parte dell’amministrazione (Dipartimento e Apran).

 

La Provincia vuole assumere 500 supplenti: per fare che cosa, dal momento che la delibera non prevede una diminuzione del numero massimo di studenti per classe? L’assessore Bisesti ha parlato di un primo scenario con ripresa in normalità, quindi senza distanziamento: dunque che bisogno c’è di sdoppiare le classi? Secondo il rapporto dell’Azienda Sanitaria del 22 luglio la scuola può “ritornare alla situazione precedente l’inizio della pandemia”, salvo alcune cautele.

 

Dunque ci chiediamo perché la delibera e l’Apran facciano riferimento ad un protocollo basato su dati vecchi di tre mesi (maggio 2020) e si affermi che “l’anno scolastico 2020-21 sarà certamente caratterizzato da un’offerta formativa condizionata dall’attuale contesto emergenziale”, offerta nella quale per di più “le attività didattiche ed il curricolo saranno strutturati in linea prettamente essenziale” (s’intende forse in forma ridotta?).

 

Le famiglie, i docenti e migliaia di cittadini si sono mobilitati non perché si torni a scuola in qualsiasi modo, ma perché si riprenda in normalità appena possibile; perché si definiscano scenari progressivi di rischio con misure rapidamente realizzabili e reversibili; e si chiariscano quali sarebbero i provvedimenti sanitari da adottare in caso dipositivi a scuola. Richieste semplici e chiare.

 

Le poche risposte avute dall’assessore Bisesti sono di fatto contraddette dalla delibera della Giunta e, nei giorni scorsi, dal confronto preliminare coi sindacati e dalle proposte presentate al tavolo della trattativa. I docenti e i genitori degli studenti chiedono dunque un incontro urgente e definitivamente chiarificatore con l’assessore Bisesti e il presidente Fugatti.

 

A nome di oltre 350 colleghi, Andrea Brocchieri, Giovanni Ceschi, Lucio Gerlin, Laura Rubagotti

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