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Alpini, nell'anno della pandemia 345 volontari ''andati avanti'' ma enorme l'impegno per contrastare il virus: in mille in azione tra solidarietà e pre-triage

Oggi l'assemblea dei delegati è stata l'occasione per fare il punto sullo stato dell'associazione. Frizzi ha spiegato che l'anno di pandemia è stato devastante sia dal punto di vista umano, per le morti (se ne sono andati anche 15 reduci) e le malattie, che dal punto di vista delle attività ''congelate'' per tutti questi mesi (sono circa 530 i soci in meno su oltre 23.000). ''Quella dei lutti è una ferita ancora aperta. Come accaduto a tanti non abbiamo potuto nemmeno salutare molti dei nostri soci andati avanti. In autunno vogliamo fare una cerimonia per ricordali tutti''

Di Luca Pianesi - 20 June 2021 - 18:49

TRENTO. Oltre 345 volontari ''andati avanti'' in questo anno di pandemia. Sono passati quindici mesi maledetti da quel marzo del 2020. Quindici mesi che hanno segnato tutti, in ogni parte del mondo, tra morti, malattie, chiusure, crisi sociale ed economica, ma hanno colpito anche con particolare violenza l'Associazione nazionale alpini. Il presidente dell'Ana Trento Paolo Frizzi lo ha ricordato quest'oggi durante l'assemblea dei delegati della sezione fatta via web per evitare complicazioni legate alla pandemia, garantendo distanziamento sociale e rispetto delle norme anti-assembramento.  

 

''E' stato un anno difficilissimo - ha spiegato Frizzi - durante il quale abbiamo perso 345 soci e 15 reduci con un danno enorme anche per la memoria perché di fatto abbiamo quasi azzerato i testimoni diretti. Rispetto al 2019, poi, abbiamo perso circa 530 soci per questioni di vario tipo ma che comunque sono legate anche all'anno di pandemia che ci ha costretti a congelare gli eventi, tutti gli aspetti istituzionali e quelli conviviali che sono fondamentali anche per creare coesione e affiatamento. Dall'altro lato, però, siamo stati attivi in tante altre maniere e molto impattanti. Durante la pandemia ci siamo messi al servizio delle comunità con un migliaio di volontari che hanno fatto assistenza nei parchi o al mercato per evitare gli assembramenti, che hanno fatto il servizio mascherina, i pre-triage e tanto altro''.

 

Attività dall'alto valore sociale e sanitario sia per impegno e che per importanza che hanno contribuito a ridurre il diffondersi della pandemia e ad aiutare la collettività. Attività lodate anche dal sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha preso parte all'incontro di oggi (c'era anche il presidente nazionale Favero mentre la Provincia, anche se invitata, non ha partecipato) ha voluto ringraziare l'Ana Trento per il grande aiuto dato alla collettività. Frizzi ha quindi ricordato come le Penne Nere trentine siano circa 23 mila e la prospettiva è tornare a crescere il prima possibile. ''Appena questo maledetto virus ci lascerà tornare a vivere come tutti vogliamo - ha completato il presidente -. Vogliamo tornare a fare quello che ci piace, a incontrarci a lavorare uniti per iniziative di solidarietà, di servizio alla comunità e a fare feste. Sono due anni che non c'è l'Adunata degli Alpini una cosa che non era mai successa dalla Seconda Guerra mondiale ad oggi. A noi manca tanto la convivialità che rappresenta una delle nostre regole non scritte e che porta anche alla coesione e alla partecipazione''.

 

C'è da recuperare il tempo perduto, quindi, e da ricordare chi ''è andato avanti''. Questa mattina, per esempio, nella chiesa di Villazzano il coro alpino ha voluto proprio celebrare i morti di questo anno di pandemia. ''Una ferita ancora aperta - ha spiegato ancora Frizzi - perché noi solitamente non lasciamo mai solo nessuno. Siamo abituati ad accompagnare le famiglie di chi scompare, ad essere presenti ai funerali a partecipare alle cerimonie e invece in questo anno maledetto, come accaduto a tutti, molti li abbiamo visti andarsene senza nemmeno poterli salutare. Ho promesso che in autunno con l'arcivescovo Tisi cercheremo di fare una grande cerimonia proprio per ricordare chi se ne è andato in questi mesi. Il luogo ideale sarebbe la Campana dei Caduti. Un rito che in qualche modo vuole anche essere catartico per elaborare il lutto e ricordare tutti quelli che sono andati avanti''. 

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