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| 18 lug 2021 | 16:58

Caso Pedri, i medici: ''Da Apss ancora nessuna comunicazione di commissione disciplinare ma ce l'aspettiamo. Clinici in direzione? Fallimento dei manager''

Il presidente dell'Ordine dei medici di Trento sulle affermazioni del dg Ferro: "Adesso serve assoluta trasparenza. Prima di tutto i panni non dovrebbero essere sporchi ma se i professionisti lasciano emergere determinate situazioni e, nonostante i timori delle ripercussioni, si rivolgono ai media è perché forse non si è fatto nulla o quasi per risolvere le criticità"

Caso Pedri, i medici: Da Apss ancora nessuna comunicazione di commissione disciplinare ma ce l'aspettiamo

TRENTO. "Il nostro compito è quello di verificare il rispetto della deontologia". Queste le parole di Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici di Trento. "In questo senso un procedimento disciplinare è già stato aperto all'Ordine di iscrizione, quindi quello di Milano che è si è attivato per le notizie ricevute direttamente ma anche indirettamente dai media. Non è un accusa di colpevolezza ma un atto dovuto: abbiamo raccolto diverse testimonianze e nei prossimi giorni sono previste ulteriori audizioni".

 

A fronte dei risultati della commissione di indagine interna e degli spostamenti di Saverio Tateo e Liliana Mereu, gli approfondimenti continuano nella vicenda che riguarda la scomparsa di Sara Pedri. "A oggi - dice Ioppi - non abbiamo ancora ricevuto le conclusioni del lavoro svolto dall'Apss e non abbiamo comunicazioni di apertura di altri procedimenti. L'Azienda sanitaria è tenuta a informare dei passaggi successivi. Immaginiamo che intanto si sia arrivati a tirare un primo bilancio per accertare l'incompatibilità ambientale e che il prossimo passo sia quello di interessare la commissione disciplinare per valutare eventuali comportamenti da sanzionare. Anche perché gli spostamenti sono avvenuti d'ufficio e quindi c'è la necessità di spiegare dettagliatamente questa decisione: l'Apss è chiamata a esaminare il profilo amministrativo, l'Ordine quello deontologico. Un altro step è quello di interessare la Procura se c'è una rilevanza penale".

 

Intanto la querelle legata alla delibera di riconferma del primario è costata il ruolo a Pier Paolo Benetollo. L'ex dg dopo aver rimesso in mandato è stato nominato al Sop-servizio ospedaliero provinciale dal neo direttore generale facente funzione, Antonio Ferro, che in qualità di direttore sanitario aveva coadiuvato in quel provvedimento e pubblicamente aveva affermato che "a una prima indagine interna fatta non ci sono elementi oggettivi per ritenere che ci sia una connessione diretta tra questa sparizione e il lavoro'' e ancora: "Come atti oggettivi non abbiamo elementi, lettere o segnalazioni di problematiche collegate. Però siccome è una vicenda pesante che ha riguardato il reparto abbiamo intenzione di approfondire la situazione''; confermato anche Andrea Maria Anselmo, il direttore amministrativo che anche è stato parte attiva di quel documento.

 

Nella nuova squadra sono entrati poi Giuliano Brunori, Gino Gobber Simona Sforzin, mentre la guida del Dipartimento di prevenzione è passata a Maria Grazia Zuccali (Qui articolo). "Posso solo augurare buon lavoro ai clinici. In queste fase così delicata e di smarrimento - evidenzia il presidente - si è cercato di coinvolgere i clinici per recuperare la fiducia del personale. E' però il sintomo del fallimento dei manager se questi professionisti sono stati chiamati a dover gestire i reparti e contemporaneamente supplire alle mancanze dei vertici dell'Apss. Questi medici hanno la nostra fiducia e la nostra disponibilità a collaborare: non si meriterebbero di assumersi colpe che esulano le loro competenze".

 

Ma non basta aver spostato i vertici del reparto, la famiglia è decisa a voler stabilire la verità e cerca ancora risposte alle tante domande che ancora oggi avvolgono la vicenda sulla scomparsa del 4 marzo. "Sui trasferimenti decisi dell'Apss - aveva spiegato a Il Dolomiti Emanuela, sorella di Sara - gli spostamenti dei dirigenti da un posto all'altro non risolvono il problema" (Qui articolo), l'avvocato della famiglia, Nicodemo Gentile, presidente dell'associazione nazionale Penelope, aveva aggiunto: "In tanti si sono girati dall'altra parte mentre sarebbero potuti intervenire prima'' (Qui articolo), mentre la mamma ha ribadito all'assessora Segnana che "mia figlia non è fragile" (Qui articolo).

 

Forse il nuovo direttore generale si è spiegato male ma il mandato di Ferro è iniziato nel segno di "panni sporchi", "sputare nel piatto in cui si mangia" e "spazzatura" da tenere all'interno e da non far emergere all'esterno.

 

"Certo l'immagine dell'ospedale di Trento esce offuscata, però le corsie sono strette e nell'ambiente, anche extra provinciale, la situazione sarebbe stata più che nota. Adesso serve assoluta trasparenza e non si devono tenere nascoste le situazioni. Prima di tutto i panni non dovrebbero essere sporchi ma se i professionisti lasciano emergere determinate situazioni e, nonostante i timori delle ripercussioni, si rivolgono ai media è perché forse non si è fatto nulla o quasi per risolvere le criticità. La capacità di ascoltare e la tempestività nell'approfondire i problemi sono fondamentali. Il clima già si avvertiva da tempo, la direzione sanitaria ha chiuso per troppi anni gli occhi davanti a segnalazioni e proposte del personale: i rapporti inter-personali aumentano la qualità dei servizi e per questo i dipendenti devono essere valorizzati e sostenuti, non devono solo obbedire e diventare meri esecutori", conclude Ioppi.

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