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Coronavirus, scatta la zona arancione ecco le regole: spostamenti, visite e sport. Via libera per recarsi nei negozi più convenienti

Il Trentino entra in zona arancione cambiano le regole e tornano le deroghe (estese per i comuni fino a 6.000 abitanti). Ci si potrà recare nei negozi più convenienti e nei luoghi di culto frequentati abitualmente. Visite ad amici e parenti, attività motoria ecco quello che c’è da sapere

Di T.G. - 05 April 2021 - 11:10

TRENTO. Come l’anno scorso le festività di Pasqua e Pasquetta sono state blindate dai controlli portati avanti dalle forze dell’ordine per evitare assembramenti. Da martedì 6 marzo però, per il Trentino scatta la zona arancione e cambiano le regole che dovranno comunque tenere in considerazione il nuovo decreto recentemente entrato in vigore e che di fatto abolisce la zona gialla, salvo alcune eccezioni che dovranno essere valutate dal Ministero della Salute.

 

Dal 7 aprile al 30 aprile 2021 – spiega il provvedimento nazionale – nelle Regioni dove si applicano le misure stabilite per la zona arancione, è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone con disabilità o non autosufficienti conviventi”.

 

Detto questo per il Trentino valgono tutte le deroghe previste nei mesi scorsi, fra queste dovrebbe essere compresa anche la deroga dei 30 chilometri (calcolati sul percorso) anche ai Comuni con 6.000 abitanti (valida da domani), allargando di fatto la platea che prima doveva tassativamente fermarsi alle amministrazioni fino a 5.000 abitanti. Inoltre, con l’ingresso del Trentino in zona arancione da martedì 6 aprile le scuole tornano in presenza fino alle medie e al 50% per le superiori.

 

LA REGOLA

La regola generale stabilisce un divieto di spostamento in entrata e in uscita dai confini del proprio Comune, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute ovvero situazioni di necessità.

 

DEROGHE

È possibile spostarsi fuori dal proprio Comune anche per recarsi alle attività e i servizi non sospesi, laddove questi non siano disponibili nel proprio Comune; tale possibilità di scelta può derivare anche da motivi di maggiore convenienza economica. In tali casi bisogna in via prioritaria recarsi nel Comune contiguo o, in mancanza di tale attività/servizio nel Comune contiguo, nel Comune più vicino che offra tali attività/servizi; è altresì consentito recarsi in chiese/luoghi di culto posti anche in Comuni differenti dal proprio, purché questi siano abitualmente frequentati e al fine di partecipare a funzioni religiose.

 

ATTIVITÀ SPORTIVA

È consentito spostarsi entro 30 chilometri dai confini comunali (calcolando tale distanza sulla base del percorso prescelto e non in linea d’aria), anche con mezzi di trasporto pubblici o privati, per lo svolgimento dell’attività sportiva in forma individuale. Tale limitazione dei 30 chilometri non si applica per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non, partecipanti agli eventi e alle competizioni internazionali.

 

AMICI E PARENTI

Lo spostamento verso una sola abitazione privata è consentito, in ambito comunale, una volta al giorno e tra le 5 e le 22, nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi in tale abitazione. Le due persone che si spostano potranno portare con sé minori di anni 14 su cui esercitano la potestà genitoriale o persone disabili o non autosufficienti conviventi. Su questo aspetto abbiamo chiesto un chiarimento alla polizia locale che ha specificato che da un Comune sotto i 5.000 abitanti è possibile recarsi in visita di piacere da amici e parenti residenti in un Comune diverso, a patto che non si superi la distanza di 30 chilometri. Resta però il divieto di recarsi nel Capoluogo. Inoltre non vale il contrario, per fare un esempio se da Villa Lagarina è possibile recarsi in visita agli amici a Rovereto, dalla città della Quercia non si può andare a Villa Lagarina.

 

RIENTRO ALLA PROPRIA ABITAZIONE

È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio e abitazione. A tali fini, è possibile altresì uscire dal territorio del proprio Comune, laddove lo spostamento sia giustificato dalla necessità di raggiungere una “seconda casa” (in tal caso è necessario dimostrare di possedere un titolo di legittimazione antecedente al 14 gennaio 2021).

 

COMUNI SOTTO I 6.000 ABITANTI

La regola generale stabilisce la possibilità di spostamento libero in entrata e in uscita dai confini del proprio Comune, senza necessità di giustificazione mediante apposito modulo, purché si rimanga nell’arco di 30 chilometri da tali confini (calcolando tale distanza sulla base del percorso prescelto e non in linea d’aria) e ad esclusione della possibilità di spostarsi verso il capoluogo di Provincia. Oltre i 30 chilometri sussiste la necessità di giustificare il proprio spostamento per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute ovvero situazioni di necessità.

 

È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio e abitazione. A tali fini, è possibile altresì uscire dall’ambito dei 30 chilometri dai confini del proprio Comune laddove lo spostamento sia giustificato dalla necessità di raggiungere una “seconda casa” (in tal caso è necessario dimostrare di possedere un titolo di legittimazione antecedente al 14 gennaio 2021).

 

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