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| 15 ago 2021 | 00:42

Coronavirus, una decina di persone tra turisti e lavoratori sono positivi e ospiti a San Vito di Pergine: ''I costi a carico dell'Apss''

In caso di risultato positivo al test e nell'impossibilità di poter ritornare nella struttura alberghiera oppure nella propria abitazione, queste persone vengono portate per il periodo di quarantena in Valsugana in attesa poi di rimpatriare o di ritornare a casa

Coronavirus, una decina di persone tra turisti e lavoratori sono positivi e ospiti a San Vito di Pergine

TRENTO. Sono una decina i pazienti affetti da coronavirus ospitati nella struttura di San Vito di Pergine, struttura residenziale utilizzata come Covid hotel in questa fase dell'emergenza sanitaria.

 

I governi di alcuni Paesi, come Germania e Olanda, hanno disposto ai propri cittadini l'obbligo di esibire un tampone negativo sostenuto 48 ore prima del rientro dalle vacanze, ci sono anche i casi che emergono dalla sorveglianza sanitaria sui lavoratori stagionali. 

 

In caso di risultato positivo al test e nell'impossibilità, quindi, di poter ritornare nella struttura ricettiva oppure nella propria abitazione, queste persone vengono portate per il periodo di quarantena in Valsugana in attesa poi di rimpatriare o di ritornare a casa. Disposizioni che, naturalmente, si applicano anche ai turisti italiani.

 

La struttura che per 25 anni ha ospitato un centro della comunità di San Patrignano può accogliere anche cittadini trentini che per vari motivi non possono restare nelle abituali abitazioni residenza per non correre il rischio di contagiare qualche familiare.

 

La struttura, gestita dalla cooperativa Kaleidoscopio tramite apposita convenzione stipulata con l'ApssProvincia, si articola in diversi aree e complessi. 

 

"La persona resta fino al termine del periodo di isolamento e può lasciare la struttura dopo il tampone di chiusura per accertare la guarigione", commenta Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di prevenzione e dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica. "Le spese sono a carico dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari".

Attualmente ci sono una decina di persone a Pergine tra turisti e lavoratori. L'edificio è già stato utilizzato nelle diverse fasi dell'emergenza Covid per ospitare chi non ha la possibilità di svolgere l'isolamento a casa. Nei mesi scorsi è accaduto, per esempio, con le badanti e con i lavoratori stagionali presenti in Trentino.

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