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Covid19 e nuovi poveri, a Trento si vuole creare il primo ''Albergo sociale''. Ianeselli: ''Vogliamo evitare che persone in difficoltà diventino senza fissa dimora''

Un "Albergo sociale" oppure un "Ostello dei lavoratori''. L'idea nasce dal Comune di Trento ed ha raccolto già l'interesse di alcune realtà cittadine. In queste settimane si stanno vagliando le strutture presenti sul territorio e che potrebbero essere usate per questo nuovo importante progetto

Di Giuseppe Fin - 16 April 2021 - 06:01

TRENTO. Dall’imbianchino alla badante, dal giovane operaio rimasto senza uno stipendio al cuoco con il ristorante chiuso. La pandemia li ha travolti, mandando in frantumi situazioni che erano già precarie e li ha sbattuti in strada. Sono i nuovi poveri caduti in una zona grigia e che ora rischiano di andare a rinfoltire le già grosse fila dei senzatetto presenti in città.

 

I numeri nel corso dei mesi della pandemia sono cresciuti, un'emergenza parallela che il Comune di Trento assieme alle associazioni e alla diocesi ha cercato di affrontare in concomitanza con quella invernale dei senzatetto. Il tempo per rincorrere soluzioni di emergenza ora però sembra essere finito, sia perché i numeri sono aumentati a tal punto che non bastano le azioni fino ad oggi messe in campo, sia perché l'emergenza è tale che è necessaria una soluzione che possa dare respiro.

 

Da qui l'idea che l'amministrazione comunale vuole mettere in campo con un progetto nuovo e che guarda a quella fascia grigia nella quale si trovano le persone in difficoltà. La creazione a Trento di una struttura che può chiamarsi “albergo sociale” oppure “ostello dei lavoratori”. Ne ha parlato per la prima volta il sindaco Franco Ianeselli mercoledì sera durante un incontro organizzato con il Centro Astalli, “Ai margini della pandemia”, un dialogo a più voci che ha visto la partecipazione anche del sindaco di Rovereto Francesco Valduga, l'arcivescovo di Trento Lauro Tisi e Stefano Graif, presidente di Astalli. L'incontro organizzato alla mensa della provvidenza dei Cappuccini, luogo dove si incontrano nuove e vecchie povertà.

 

 

“C'è un ambito – ha spiegato Ianeselli – del quale vogliamo occuparci, evitare che delle persone in difficoltà diventino dei senza fissa dimora. Sappiamo che ci sono situazioni di difficoltà, chi deve uscire di casa perché non gli viene rinnovato l'affitto o magari perché ci sono vicende famigliari difficili. Sono però persone che magari hanno qualche lavoretto, qualche competenza. Su di loro noi vogliamo intervenire pensando ad una sorta di 'Albergo sociale' o 'ostello dei lavoratori'”.

 

Un progetto che mira ad offrire un tetto temporaneo sotto cui vivere ma che allo stesso tempo offre anche la possibilità di un riscatto evitando, in questo modo, la caduta completa nella marginalità.

 

La sua realizzazione non è semplice e l'impegno vede coinvolti oltre il sindaco anche gli uffici delle Politiche sociali del Comune di Trento. Al momento sui particolari le bocche rimangono ben cucite ma attorno a questa idea si sta già convogliando l'impegno di diversi consiglieri comunali e l'interesse di molte associazioni della città pronte a fare la propria parte.

 

L'amministrazione sta vagliando in queste settimane le strutture presenti sul territorio cittadino da poter trasformare in un “albergo sociale” dove ospitare alcune decine di persone che hanno la possibilità, in qualche modo, di contribuire minimamente all'alloggio. In centro l'ex hotel Ancora e altre strutture del Comune sono sparse fuori dalla città. A muoversi, però, sembrano essere anche le Acli che potrebbero mettere a disposizione l'hotel Oasi di via Brennero.

 

L'intenzione è quella di fare presto e di concretizzare nei prossimi mesi una proposta dalla quale deriverebbe lo spazio politico e tecnico per il Comune di muoversi in maniera parallela agli interventi per i senzatetto, ambito, quest'ultimo, che compete alla Provincia.

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