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Dall'indagine ''Perfido'' al caso Mezzacorona, la prima commissione del Csm chiede il trasferimento del giudice Avolio

La commissione in un documento ha chiesto il trasferimento per 'Incompatibilità ambientale' ribadendo che non sono stati ravvisati profili penali. Il giudice Avolio, presidente del Tribunale di Trento tra i più stimati nel panorama nazionale, da oltre 40 anni in magistratura ha una carriera di primo piano ed è stato protagonista in importanti processi italiani  

Di Giuseppe Fin - 19 March 2021 - 10:32

TRENTO. La prima commissione del Csm ha proposto il trasferimento d'ufficio di Guglielmo Avolio, presidente del Tribunale di Trento, "per incompatibilità con l'ufficio di attuale assegnazione e con ogni funzione giudiziaria nel distretto di Corte d'appello di Trento". Il documento è all'ordine del giorno nella seduta che si terrà il 23 marzo.

 

Avolio è un giudice stimato in magistratura da oltre 40 anni e con una carriera di primo piano. E' stato giudice aggiunto al processo della strage di Bologna e anche effettivo al primo processo per la Uno Bianca.

 

La vicenda che lo riguarda ora è collegata all'inchiesta “Perfido'' quella che ha portato alla luce la presenza della 'ndrangheta anche in Trentino (QUI L'ARTICOLO). Un sistema che, secondo le indagini portate avanti dalle forze dell'ordine, sarebbe nato dal sodalizio mafioso in val di Cembra e che è poi arrivato ad insinuarsi nei sistemi economici e politici nel Trentino.

 

In questa indagine c'è un nome, quello di Giulio Carini, l'imprenditore che, secondo gli inquirenti, sarebbe una sorta di “figura cerniera” che avrebbe avuto il ruolo di mettere in contatto i membri dell'ipotizzata organizzazione criminale con i rappresentanti delle più elevate cariche istituzionali locali. A pesare, secondo quanto riportato nel documento che sarà all'esame del Consiglio superiore della Magistratura, sarebbe "l'accertata e confidenziale frequentazione tra il dott. Avolio ed il Carini". Secondo la prima commissione, questa frequentazione "costituisce un fatto volontario, incolpevole sul piano giuridico e che può però obiettivamente determinare un appannamento dell'immagine di imparzialità ed indipendenza” del giudice.

 

In merito a questi aspetti, è bene chiarire che il giudice Avolio ha già spiegato di non aver “operato alcuna ingerenza”. Che con Carini, che non sapeva fosse una persona indagata, ci sono state frequentazioni conviviali assieme ad altre persone. Sui fatti non sono stati ravvisati profili penali e la procura che indaga sulla vicenda, ad inizio anno, ha chiesto l'archiviazione del procedimento che è stata accolta. Quello che viene ora esaminato, invece, è l'incompatibilità ambientale. Questo perché proprio il Tribunale di Trento, diretto da Avolio, dovrà esaminare la vicenda 'Perfido'.

 

Vi è poi un'altra vicenda che sembra pesare e per la quale si indica sempre l'incompatibilità ambientale. Si tratta della vicenda di Mezzacorona, e l'operazione che nel marzo del 2020 aveva visto il sequestro preventivo di terreni ed edifici in Sicilia appartenenti al gruppo vinicolo Mezzacorona con l'ipotesi di riciclaggio e l'aggravante di aver agevolato Cosa Nostra. Un'accusa che i vertici dell'azienda hanno immediatamente respinto e poi impugnato. Nell'aprile scorso è avvenuto il dissequestro su decisione del tribunale del riesame. (QUI L'ARTICOLO)

 

Il Giudice Avolio avrebbe dovuto presiedere il riesame ma conoscendo Luca Rigotti, uno degli indagati, aveva deciso di astenersi concordando verbalmente la sua sostituzione con un collega. Ci sarebbero però delle anomalie che dovranno essere chiarite e che riguardano la composizione del collegio che aveva il compito di decidere. Accanto a questo alcune intercettazioni e dei messaggi su WhatsApp che dovranno essere analizzati.

 

In tutto questo la prima commissione ritiene che "le plurime condotte volontarie, opache e\o inopportune, tenute dal dottor Avolio relativamente al procedimento", sul gruppo vitivinicolo Mezzocorona, "ed al suo principale indagato Luca Rigotti, indipendentemente dalla loro eventuale rilevanza disciplinare, hanno determinato un significativo ed obiettivo appannamento dell'imparzialità e dell'indipendenza del medesimo magistrato nel territorio dell'intero distretto di Trento, visto che hanno riguardato una persona ed un'azienda cooperativa note in tutta la Regione ed hanno avuto ad oggetto le competenza di natura distrettuale del Tribunale di Trento"

 

La vicenda ha scosso inevitabilmente il Tribunale di Trento. I fatti e la proposta della prima commissione del Csm saranno, come già detto, oggetto al plenum del Consiglio superiore della Magistratura che si riunirà il 23 marzo e a cui spetta l'ultima parola.

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