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Dopo la movida bottiglie e sporcizia in piazza d'Arogno. Il bar Fiorentina: "Avete il diritto di divertirvi, ma anche il dovere di essere civili e intelligenti"

"Sono l'ultimo che dovrebbe fare la morale a chi vuole divertirsi, ma quello che state lasciando in piazza d'Arogno è uno schifo". Così il gestore del bar Fiorentina ai esprime sulla movida trentina, tema caldo delle ultime settimane. Va bene il divertimento, ma va fatto con coscienza  

Di Mattia Sartori - 21 June 2021 - 10:01

TRENTO. Avete diritto a divertirvi, ma avete anche il dovere di comportarvi da persone civili e intelligenti”, così scrive Marco Antonacci, gestore del Bar Fiorentina, sulla pagina Facebook del suo locale. Si rivolge, ovviamente, ai giovani, ormai da tempo al centro del dibattito locale sulla “movida” notturna, che li vede scontrarsi con i residenti, ognuno cercando di far valere le proprie ragioni.

 

Infatti, se da una parte i residenti chiedono ordine e meno chiasso sotto le proprie case, dall’altra i giovani portano avanti il proprio diritto ad avere degli spazi dove potersi divertire la sera. A tutto questo si aggiungono anche i gestori, che devono continuare a mandare avanti i propri locali, ma anche sostenere le critiche di chi sopra quei locali ci vive.

 

Antonacci parla in particolare di quanto succede in piazza d’Arogno, accanto al suo bar, dove un gruppo di ragazzi si ferma a cantare durante la notte, ma il suo messaggio può essere esteso praticamente a tutte le altre situazioni di cui si è discusso.

 

“L' altra sera, quando personalmente sono venuto ad invitarti ad allontanarti da piazza d'Arogno, assieme ai tuoi compagni mi hai fatto intendere che voi volete vivere la città al massimo, che è un vostro diritto divertirvi. Benissimo, ognuno è libero di pensarla come vuole ed io sono l'ultimo che deve fare la morale a chi vuole divertirsi. Ma di una cosa sono certo: quello che state lasciando in piazza d'Arogno dopo le vostre pseudo esibizioni canore è uno schifo. Andate in giro dicendo che avete diritto di divertirvi, ma io vi rispondo che avete anche il dovere di comportarvi da persone civili ed intelligenti”, scrive.

 

Insomma, va bene il divertimento, ma va fatto con coscienza, pensando a come si lascia la città. Perché ovviamente a nessuno piace scendere la mattina e trovare la piazza sotto casa piena di sporcizia e bottiglie vuote abbandonate. Non solo, questo genere di comportamenti, oltre a creare disagi per chi abita in zona, si riflette in modo pessimo su tutta la popolazione giovanile, anche su quelli che in città si divertono, ma rispettando le regole e senza lasciare disastri dietro di sé.

 

Ovviamente la soluzione migliore sarebbe dare ai giovani luoghi e occasioni per incontrarsi in contesti più organizzati, dove il rischio che la situazione degeneri è ridotto, come ha spiegato a il Dolomiti lo psicologo Carlo Dalmonego. Nel frattempo però tutte le parti in gioco dovrebbero riconoscere che il proprio diritto finisce dove comincia quello dell'altro. Se da una parte i giovani hanno diritto a divertirsi, dall'altra i residenti hanno diritto a trovare pulita la strada sotto casa.

 

 

 

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