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I cacciatori protestano contro i controlli dei forestali, l’Enpa: “Sostengono di essere perseguitati ma i controlli sono indispensabili per prevenire il bracconaggio”

Centinaia di cacciatori sono scesi i piazza per protestare contro i controlli dei forestali, la reazione dell’Enpa: “L’attività dei forestali tende a limitare un traffico illegale e fiorentissimo, che vede implicate vere reti criminali e che muove un giro d’affari di diversi milioni di euro”

Di T.G. - 27 October 2021 - 20:10

BRESCIA. La scorsa settimana in provincia di Brescia alcune centinaia di cacciatori hanno manifestato controlli controlli dei forestali. Come riportato sul sito della Federazione italiana della caccia: “La manifestazione di Brescia riguardava non la sostanza, ma solo e soltanto le modalità dei controlli relativi ai richiami vivi, perché legate alla circostanza che gli anellini obbligatoriamente apposti ai richiami e oggi riconosciuti dalla Regione Lombardia sono risultati già così come usciti di fabbrica per oltre l’80% fuori dalle tolleranze dichiarate dal produttore e devono essere sostituiti”.

 

Diversa la visione dell’Enpa del Trentino che commenta la vicenda con la presidente Ivana Sandri: “I cacciatori hanno indetto una manifestazione per protestare contro i controlli attuati dai carabinieri forestali. I cacciatori sostengono di essere ‘perseguitati’, trattati ‘come criminali’ e contestano i controlli sugli anelli identificativi dei richiami vivi”. L’associazione punta il dito proprio contro quest’ultima pratica: “Si tratta di uccelli che vengono utilizzati per attirare con il loro canto i propri simili, sotto il tiro dei cacciatori che li uccidono, sparando comodamente dall'interno delle postazioni di caccia”.

 

L’Enpa sottolinea come questi uccelli siano sottoposti a una durissima prigionia che in genere dura tutta l’esistenza “una vita di solito breve, a causa delle condizioni in cui sono detenuti”. Rinchiusi in piccole gabbie, i richiamo vivi vengono tenuti innaturalmente al buio e al freddo per la maggior parte dell'anno, affinché perdano la percezione delle stagioni e cantino in autunno, quando finalmente potranno percepire un po’ di luce, nel momento in cui verranno appesi all’esterno delle postazioni di caccia, per attirarvi gli uccelli in migrazione”.

 

Gli anelli identificativi dovrebbero servire a identificare soggetti appositamente allevati ma ciò non impedisce le pratiche illegali: Finché l’uso di questi poveri animali sarà consentito, sarà fiorente il contrabbando di nidiacei sottratti dai bracconieri”. Come ricorda l’Enpa per comprendere la brutalità di questa pratica è sufficiente ricordare che ogni maschio può essere pagato a caro prezzo, mentre le femmine non cantano, quindi vengono scartate. Per selezionare i buoni richiami, con una lametta viene loro aperto il ventre, per verificare gli organi sessuali: le femmine vengono lasciate morire, mentre i maschi che sopravvivono alle possibili infezioni, passeranno gran parte della loro esistenza al buio, a esclusione del periodo delle migrazioni autunnali.

 

L’attività dei forestali tende a limitare un traffico illegale e fiorentissimo, che vede implicate vere reti criminali e che muove un giro d’affari di diversi milioni di euro”. Anche il Trentino, fa notare l’associazione, è nel mirino dei bracconieri di uccelli da richiamo e ogni anno il Corpo forestale provinciale è impegnato in una lotta continua, spesso impari, perché gli introiti sono esorbitanti, tanto da rendere le sanzioni per il furto dei nidiacei quasi irrisorie.L’impegno dei Forestali del Trentino è indispensabile per la tutela della fauna, della biodiversità e dell’ambiente, per questo l’Enpa del Trentino ribadisce il proprio pieno sostegno per il loro ruolo prezioso e irrinunciabile”.

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