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Il Passo Sella ancora chiuso dopo 2 settimane? Il Comitato: "Senza turisti aprire le strade non è una priorità. A nessuno interessa di chi vive in valle"

Il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici ha parlato a nome degli operatori e residenti che non possono usufruire del Passo Sella per spostarsi, in quanto ancora chiuso. "Nessuno si è mai preoccupato di come vanno le cose sui passi. Ma le tasse per i servizi che non vengono fatti le paghiamo regolarmente"

Di L.B. - 26 febbraio 2021 - 17:33

CANAZEI. Si sentono dimenticati gli operatori e i residenti della Val di Fassa e valli limitrofe che, ormai da settimane, non possono usufruire del Passo Sella per spostarsi o per raggiungere i loro posti di lavoro. Il passo infatti è chiuso perché andrebbe messa in sicurezza la zona per via del rischio caduta slavine, ma per via del Coronavirus e quindi dell'assenza di turisti questo intervento sembrerebbe non essere percepito come una priorità da parte della Provincia.

 

"Il passo Sella è stato dimenticato da tutti", tuona Osvaldo Finazzer, presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici. "La strada per il Passo Sella è chiusa dal 23 Gennaio 2021, sono oggi 34 giorni. Mentre  dal primo Gennaio ad oggi è rimasto aperto due settimane e su 90 giorni è rimasto chiuso per 54".

 

"Chi deve raggiungere il valico dalla Val di Fassa deve passare per il Passo Nigra e Castelrotto - continua - il camion per ritirare i rifiuti deve scendere fino a Bolzano, ponte Gardena e dalla Val Gardena raggiungere il Passo Sella dovendo percorrere circa 100 chilometri in più".

 

"Da una settimana la strada dal lato di Fassa è completamente libera dalla neve fino a 400 metri dal valico. In questi ultimi giorni il rialzo termico ha provocato il distacco della neve accumulata sul pendio fermandosi contro il guardrail. Per mettere in sicurezza la strada sarebbero sufficienti circa 100 metri di paravalanghe, investimento che non parrebbe eccessivo per una Provincia Autonoma quale è quella di Trento".

 

Altrettanto difficile è la situazione sul Passo Fedaia. "La strada lungo il lago è chiusa dal 4 dicembre mentre la salita da Pian Trevisan è stata richiusa dopo le ultime nevicate. Il problema sta nei paravalanghe progettati male e inefficaci".

 

"Ci sono persone che vivono nelle aree rese inaccessibili dalla mancata apertura della strada o che hanno aziende in quell’area e devono raggiungerle", prosegue Finazzer. "Provate a immaginare lo stato d’animo di queste persone: in un periodo di freddo intenso e con il vento che su un passo soffia molto forte, e poi nevica o magari ha appena finito di nevicare e fuori dalla porta ti ritrovi con un metro di neve. Se in queste condizioni vedi che arriva lo spazzaneve che ti apre la strada 'tiri il fiato' e ti rassereni".

 

"Invece non arriva nessuno e scopri che a nessuno interessa. Ti auguri che in casa o alla casa non succeda nulla e soprattutto ti auguri di rimanere in salute. Con queste condizioni climatiche c’è sempre il rischio di avarie alla caldaia o di interruzioni nella rete di energia elettrica, con congelamento delle condotte dell’acqua. In alta montagna gli edifici vanno controllati giornalmente".

 

"Sembra proprio che a nessuno interessi chi si trova per giorni isolato. Nessuno si è mai preoccupato di come vanno le cose sui passi. E questo si ripete anno dopo anno. Ma quest’anno ancora più a lungo perché non è urgente liberare la strada per i turisti che non ci sono. Ma le tasse per i servizi che non vengono fatti le paghiamo regolarmente".

 

"Purtroppo il Passo Sella è a cavallo del confine amministrativo delle due Province autonome di Trento e Bolzano, motivo di più per questa vergognosa e colpevole indifferenza generale".

 

"In questi giorni sono scese valanghe un po’ ovunque, anche al Passo Gardena sia sul versante Val Gardena che in quello della Val Badia, la strada del passo Gardena è stata liberata subito su entrambi i versanti già alle 14 e 52 il Sindaco di Corvara ci dava notizia che la strada era riaperta".

 

"Bravo il Sindaco di Corvara. Dal Sindaco di Canazei invece un silenzio assordante", conclude il presidente Finazzer. 

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