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| 01 nov 2021 | 11:43

Manifestazione no-pass di Novara, l'organizzatrice Giusy Pace sospesa dal sindacato per aver “mistificato la tragedia di Auschwitz”

Dopo la vergognosa manifestazione di Novara, in cui i partecipanti si sono paragonati ai prigionieri dei Lager nazisti, il segretario generale di Fsi-Usae ha dichiarato che l'organizzatrice Giusy Pace è stata sospesa dalla qualità di associata e le sono state revocate tutte le cariche all'interno del sindacato

Manifestazione no-pass di Novara, l'organizzatrice Giusy Pace sospesa dal sindacato per aver “mistificato la tragedia di

NOVARA. “Assolutamente sì e la rivendico”. Sembra di sentire una punta d'orgoglio nella risposta di Giusy Pace, l'infermiera che ha organizzato ieri (31 ottobre) la manifestazione no-pass di Novara in cui i partecipanti si sono paragonati ai prigionieri dei Lager nazisti (Qui Articolo), a Repubblica, che aveva chiesto alla donna se fosse stata sua l'idea di sfilare con pettorina a strisce e filo spinato. Una metafora orribile, portata spessissimo in piazza dal popolo no-vax/no-pass in tutta Italia, che ha portato il suo sindacato Fsi-Usae a “sospendere da ogni carica Giusy Pace” .

 

Netto il messaggio del segretario generale di Fsi-Usae Adamo Bonazzi che, dopo aver appreso dalla stampa che la dirigente novarese del sindacato aveva “sfilato in una sorta di pigiama e con il filo spinato ricordando e mistificando la tragedia del Campo di concentramento di Auschwitz” nella manifestazione di Novara e dopo aver verificato che si trattasse effettivamente di lei, ha sospeso dalla “qualità di associata Giuseppa Maria Pace (detta Giusy Pace) alla quale sono state revocate tutte le cariche del sindacato”.

 

“Come Fsi-Usae diciamo subito che prendiamo le distanze da questi comportamenti – dice Bonazzi – che non possono essere in alcun modo giustificati indipendentemente dalle ragioni che vi stanno alla base. La federazione si è espressa con chiarezza sulla questione vaccinale, ribadendo la propria linea a governo e Parlamento con atti ufficiali. A nessuno dei dirigenti che rappresenta Fsi-Usae può consentire, né ora né mai, di gettare nel cestino la linea politico sindacale della federazione e agire a titolo personale nel mentre si fregia degli incarichi del sindacato”.

 

Nell'intervista al quotidiano romano, quando le è stato chiesto cosa c'entrassero con la manifestazione i campi di concentramento Pace ha risposto: “Concentramento nel senso di concentrazione: noi ci siamo concentrati in uno spazio, per manifestare il nostro dissenso”. L'organizzatrice della manifestazione ha aggiunto che i partecipanti non volevano paragonarsi ad Auschwitz, “se avessi voluto scegliere un campo avrei scelto Dachau in c'erano i politici, tutte le minoranze”. E di fronte a parole del genere, che testimoniano una mancanza di rispetto aberrante nei confronti delle oltre 200mila persone che hanno vissuto l'inferno del campo di Dachau e delle almeno 40mila che lì hanno perso la vita, vale la pena riportare il commento della presidente della comunità ebraica di Novara e Vercelli Rossella Bottini Treves apparso su La Stampa: "Queste persone non sanno cosa è stata la Shoah". 

 

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