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Sanitari no vax lasciati a casa: in ospedale bisogna tagliare i posti letto. Bertoldi: "Per ora non è un problema, ma siamo preoccupati"

Il reparto di nefrologia e quello di dermatologia dell'ospedale di Bolzano hanno dovuto tagliare alcuni posti letto per mancanza di operatori. Al momento sono 3.967 i sanitari non vaccinati, di cui 462 non hanno dato seguito all'invito di vaccinazione

Di Mattia Sartori - 06 July 2021 - 16:01

BOLZANO. In Alto Adige tornano a mancare i posti letto. Se fino a poco tempo fa il problema era la sovrabbondanza di malati di Covid, ora a preoccupare è la mancanza dei sanitari. Una carenza che potrebbe arrivare a minacciare la salute dei cittadini.

 

 Dopo aver mandato a casa gli operatori sanitari che non si sono voluti vaccinare, infatti, l’ospedale di Bolzano si è visto costretto a tagliare alcuni posti letto in nefrologia e dermatologia. Ma le difficoltà, purtroppo, non si limitano al capoluogo. A Merano il Tappeiner fa fatica a mantenere i ritmi del reparto per la riabilitazione, mentre a Bressanone si dovrà ridurre l’attività chirurgica delle sale operatorie.

 

Il tutto è stato scatenato dalla sospensione di 161 sanitari che l’Asl altoatesina, una delle prime a farlo in Italia, ha mandato a casa in base al decreto Draghi perché non vaccinati. I suddetti operatori non potranno tornare in reparto fino al 31 dicembre di quest’anno, una misura che, seppur pensata per impedire la diffusione del virus nei reparti, a questo punto rischia di danneggiare i pazienti.  

 

Il direttore sanitario dell’Asl, il dottor Bertoli, spiega: “Il processo di sospensione è piuttosto complesso e si conclude solo con l’accertamento della mancata risposta dell’operatore agli inviti a vaccinarsi dell’Azienda, che viene ufficializzato con una lettera mandata ai dipendenti. Se viene confermata la sospensione il dipendente non può più essere utilizzato in situazioni di rischio contagio”.

 

Il problema arriva quando le sospensioni si accumulano in un solo reparto. A quel punto bisogna procedere a un ridimensionamento dell’unità operativa, tagliando alcuni posti letto. C’è da dire che in estate succede spesso, dato che in molti vanno in ferie e c’è meno gente in città, ma quest’anno al personale in vacanza si aggiunge anche quello sospeso”.

 

“Per il momento non abbiamo troppi problemi, ma ovviamente siamo preoccupati. Non sappiamo quale sarà l’impatto effettivo, bisognerà vedere come si evolve la situazione”, conclude il dottor Bertoli.

 

Il problema effettivamente potrebbe diventare grave. Secondo i dati divulgati dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, gli operatori non vaccinati al momento sarebbero 3.967. Di questi, 462 non hanno dato seguito all’invito alla vaccinazione, di cui 201 dell’Azienda e 261 di cliniche esterne.   

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