Ad Arco 5.000 persone rischiano di rimanere senz’acqua: “Situazione senza precedenti a memoria d’uomo”
L’acqua è così poca che alcuni serbatoi funzionano solo grazie ai continui viaggi dell’autobotte dei vigili del fuoco. Il Comune di Arco però avverte: “Situazione al limite alcune bacini prossimi all’esaurimento”. Riunione d’urgenza per far fronte alla siccità: “Se il prossimo fine settimana alcuni si ritroveranno senz’acqua, questo sarà avvenuto per riempire piscine private o per abbeverare i giardini di chi non fa la sua parte in una simile emergenza”

ARCO. “Una situazione senza precedenti a memoria d’uomo”, così l’amministrazione comunale di Arco commenta tramite una nota ufficiale la crisi idrica che sta interessando la zona dell’Alto Garda.
Sono diversi i serbatoi della rete comunale che si trovano ben al di sotto del livello di esercizio, alcuni in carenza grave (come Laghel e Mandrea) e uno, quello di San Giacomo (il cui bacino d’utenza, la parte alta di Bolognano e la località Gazzi, conta circa 5.000 persone), è tenuto in esercizio solo grazie ai continui viaggi dell’autobotte dei vigili del fuoco. Ciononostante avverte il Comune il serbatoio è ugualmente è prossimo all’esaurimento. Come se non bastasse anche la zona di Romarzollo, alimentata dalle sorgenti di Padaro, Molin e Murlo, in grave criticità.
Praticamente tutti i comuni dell’Alto Garda e Ledro hanno emanato delle ordinanze per limitare il consumo d’acqua. Ad Arco però la situazione è così seria che il sindaco, Alessandro Betta, e l’assessore, Nicola Cattoi, hanno convocato una riunione d’emergenza. La riunione, che si è tenuta ieri, arriva a pochi giorni di distanza dall’ordinanza che ha vietato l’utilizzo dell’acqua per scopi non alimentari e igienico sanitari. Inoltre, per la prima volta nei suoi due mandati, il sindaco ha dovuto anche decidere di chiudere le fontane pubbliche.
“Questo tavolo di lavoro terrà monitorata la situazione e si riunirà periodicamente finché l’emergenza non sarà passata – spiega l’assessore Cattoi – da parte sua il Comune di Arco già da giugno ha sospeso l’irrigazione degli spazi verdi con l’acqua potabile e porta avanti solo quella, limitata, con l’acqua del consorzio irriguo, e più di recente ha chiuso quasi tutte le fontane”. Una delle poche fontane che si sono salvate è quella davanti al casinò ma perché funziona a ricircolo e con l’acqua che arriva dal consorzio irriguo.
In un ambito di generalizzato allarme, quindi, la prima emergenza è il serbatoio di San Giacomo, la cui altezza dell’acqua, che in condizioni normali di esercizio è di 1,9 metri, è scesa nei giorni scorsi attorno a 65 centimetri, ma con un calo, nel fine settimana scorso, di oltre un metro. Di questo passo la parte alta di Bolognano e la località Gazzi potranno restare presto senz’acqua. Cosa che sarebbe già successa, se i vigili del fuoco non avessero compiuto nell’ultimo periodo undici viaggi in autobotte e immesso nel serbatoio 110mila litri d’acqua.
“Una situazione insostenibile – sottolinea il comandante dei vigili del fuoco Stefano Bonamico – perché un solo carico richiede oltre un’ora di lavoro, ma soprattutto ci distoglie da altre emergenze, come quella degli incendi, rispetto alla quale siamo oltretutto in grave difficoltà perché la carenza di acqua riguarda anche noi e un incendio sul nostro territorio sarebbe davvero preoccupante”.
Studiata la situazione, andamento dei consumi e ricognizioni in loco, è emerso che una causa del problema va ricondotta a un consumo anomalo nei fine settimana, causato principalmente dalle piscine private e dall’irrigazione dei giardini. “Ho chiesto al comandante Bonamico e ai nostri instancabili volontari che per questo fine settimana tamponino ancora la situazione – spiega il sindaco – ma è inconcepibile che dobbiamo mettere in campo un simile dispiegamento di persone e di risorse per riempire le piscine e irrigare a pioggia i giardini. Se il prossimo fine settimana o uno di quelli successivi Bolognano e la località Gazzi si ritroveranno senz’acqua, sappiano i concittadini che questo sarà avvenuto per riempire piscine private o per abbeverare i giardini di chi non fa la sua parte in una simile emergenza”.
La polizia locale è stata incaricata dei controlli, con particolare attenzione alla zona di Bolognano e Gazzi, e di accertare le violazioni, sanzionandole sulla scorta della recente ordinanza (da 50 a 300 euro). Da chiarire che le piscine che non si possono riempire sono quelle private, spesso fuori terra, che oltretutto vanno svuotate di frequente, mentre quelle di uso pubblico interrate (alberghi e campeggi), che consumano molta meno acqua e sono utilizzate da un elevato numero di utenti, possono rimanere in esercizio. Per quanto riguarda l’irrigazione potrà essere tollerata quella dell’orto compiuta con l’annaffiatoio, non quella di prati e giardini e mai utilizzando il classico tubo di gomma, che comporta consumi insostenibili.
Infine l’amministrazione ricorda che da anni sta lavorando non solo al potenziamento continuo del sistema idrico, per il quale è stato fondamentale il nuovo ramale di 3,6 chilometri realizzato nel 2014, che mette in collegamento il serbatoio al Cretaccio, alimentato dalla sorgente Sass del Diaol, all’abitato di Arco, senza il quale la situazione oggi sarebbe al collasso, ma anche all’eliminazione delle perdite dell’acquedotto, attuata per esempio nelle frazioni con il rifacimento della rete contestualmente alla realizzazione delle nuove pavimentazioni in porfido. A questo riguardo, partiranno a breve i lavori a Bolognano, Moletta e Grotta.


















