Siccità, è emergenza idrica a Isera ma la notte sono stati rivelati utilizzi ‘anomali’: “Messo in crisi il sistema dell’acquedotto comunale, siamo al limite”
L’11 luglio sono stati rilevati per diverse ore utilizzi anomali e prolungati nel tempo in due località che hanno messo in crisi, dice l’Amministrazione: “L’intero sistema dell’acquedotto comunale”. Il sindaco di Isera Graziano Luzzi ha firmato ieri (12 luglio) un’ordinanza per regolamentare il consumo d’acqua sul territorio comunale, vietando l’uso per consumi “non strettamente domestici”

ISERA. Stop al lavaggio di autoveicoli, al riempimento di piscine private e all’irrigazione massiccia di giardini e orti privati: è questo in sintesi il contenuto dell’ordinanza emessa ieri (12 luglio) a Isera dal sindaco Graziano Luzzi per far fronte all’emergenza idrica che il Comune della Vallagarina (come molti altri su tutto il territorio) si sta trovando ad affrontare in questa fase. Il giorno prima, per diverse ore, in due località sul territorio comunale di Isera erano stati rilevati consumi “anomali e consistenti” di acqua che, dice l’Amministrazione: “Hanno messo in crisi l’intero sistema dell’acquedotto comunale”.
“Siamo in grado – dice a il Dolomiti il sindaco Luzzi – di controllare l’utilizzo dell’acqua nelle varie fasce orarie nelle varie zone del Comune. L’11 luglio, dalle 18 e 30 alle 3 e 30, abbiamo visto un utilizzo continuo e importante, di circa 220 litri al minuto, soprattutto nelle frazioni di Folaso Reviano e Marano Alta. Non sappiamo cosa sia successo ma di sicuro non si tratta di un utilizzo ‘normale’ e, se situazioni del genere dovesse continuare, saremo costretti a limitare ulteriormente l’utilizzo di acqua: le sorgenti in questa fase sono in crisi”.
Sono già diverse le aree del Trentino nelle quali le autorità sono intervenute per far fronte alla crisi idrica che interessa ormai gran parte del Nord Italia (e non solo, Qui Articolo), e ora ad Isera, dice il sindaco, la situazione è “al limite” anche per quanto riguarda il consumo “ordinario” di acqua potabile. “Se questa situazione d’emergenza non rientra – conclude il piccolo cittadino –, e perché questo succeda dovrebbe piovere per almeno una settimana, il rischio è di dover razionare ulteriormente l’utilizzo dell’acqua potabile. Quest’anno manca l’apporto che normalmente forniva la neve dell’inverno e per ‘riempire’ le fonti non bastano purtroppo fenomeni isolati”.
Nel frattempo, come detto, il sindaco ordina “nell’intero territorio comunale il divieto all’uso dell’acqua potabile proveniente dai territori comunali per usi non strettamente domestici, ed in particolare per il lavaggio di autoveicoli (con esclusione degli operatori professionali ed impianti autorizzati), il lavaggio di spazi ed aree private, il riempimento di piscine private ed ogni altro uso improprio che comporti prelievi anomali dall’acquedotto, l’irrigazione di giardini ed orti privati, fatto salvo avvenga con l’ausilio di piccoli annaffiatoi manuali da massimo 12 litri di capienza, il rifornimento dai ‘caricabotte’ comunali, che verranno altresì chiusi fino a nuovo atto di disposizione”. Resta salvo, dicono le autorità, l’utilizzo dell’acqua potabile proveniente dagli acquedotti comunali per “imprescindibili usi commerciali e produttivi”.













