Crescono le infezioni alle vie respiratorie fra chi vive per strada, i medici del Gris: “Più di 15 casi alla settimana, soprattutto Covid e influenza”
Medici e infermieri del Gruppo Immigrazione e Salute prestano le cure a chi vive per strada: “Al momento stanno aumentando le infezioni alle vie respiratorie come Covid e influenza. Trattiamo una quindicina di casi alla settimana e sono in crescita da quando il freddo ha iniziato a farsi sentire maggiormente”

TRENTO. Ci è voluta la morte di un ragazzo di 19 anni, ucciso dal freddo a Bolzano, per convincere le istituzioni ad ampliare il numero dei posti letto disponibili per chi vive per strada. Mostafa, così si chiamava il giovane di origine egiziana, non aveva trovato di meglio che una baracca nella zona industriale e quando era arrivato in Alto Adige aveva ricevuto solo una coperta e nient’altro. Ora pure la Provincia di Trento ha accelerato i tempi per l’apertura dei dormitori che fino ad ora erano rimasti inspiegabilmente chiusi.
Chi invece è sempre stato attivo per aiutare senza dimora e richiedenti asilo che vivono in strada sono le tante associazioni di volontariato e gruppi informali che cercano di prestare un aiuto concreto e migliorare le condizioni di vita di chi si trova a passare la notte in strada. Fra questi ci sono i volontari, medici e infermieri, del Gruppo Immigrazione e Salute (Gris) che prestano le cure sanitarie per chi magari non ha nemmeno con sé dei documenti. Infatti fra i principali problemi di migranti e senza dimora c’è proprio quello dell’accesso alle cure mediche, un aspetto che si era aggravato particolarmente durante il periodo dei lockdown.
“Sono più di due anni che operiamo sul territorio in convenzione con l’Azienda sanitaria – spiega il presidente del Gris Gianpaolo Rama – di fatto si tratta di un’attività di volontariato inquadrata nel sistema sanitario provinciale”. Sono diversi gli ambulatori che si trovano a Trento, c’è quello di medicina generale, uno per ginecologia e un ambulatorio infermieristico, infine c’è pure un laboratorio odontoiatrico riservato alle persone indigenti. Sono invece una decina i medici e gli infermieri che prestano il loro servizio con il Gris.
A queste strutture, aperte un giorno alla settimana, si aggiungono le visite “a domicilio” direttamente da chi vive per strada. “Al momento – sottolinea Rama – stanno aumentando le infezioni alle vie respiratorie come Covid e influenza. Trattiamo una quindicina di casi alla settimana e sono in crescita da quando il freddo ha iniziato a farsi sentire maggiormente”. Ovviamente chi vive per strada è più esposto a queste infezioni. “Quando qualcuno risulta positivo al Covid ci sono dei protocolli provinciali da seguire, le persone senza dimora trascorrono l’isolamento in strutture come Villa Sant’Ignazio mentre i casi più gravi vengono trattati in ospedale”.
A rivolgersi al Gris sono spesso migranti e talvolta la lingua può rappresentare una barriera: “In molti casi – dice Rama – serve un mediatore linguistico soprattutto per chi è appena arrivato”. Il presidente del Gris parlando della situazione attuale, sottolinea l’importante lavoro svolto da associazioni ed enti di volontariato per fronteggiare l’emergenza freddo “ma – avverte – non bisogna dimenticare che i dormitori coprono solo alcune fasce orarie e le risorse restano poche”.


















