"Caro Mostafa, perdonaci tutti". Gli assistenti sociali sulla morte del senzatetto di 19 anni: "Le case sono poche e se sei straniero sono inesistenti"
A seguito della morte del giovane a Bolzano anche l'Ordine degli Assistenti Sociali prende posizione, la presidente: "Gli invisibili per un attimo diventano rumorosamente visibili. Il problema della casa è un diritto fondamentale per ogni persona e non può essere garantito con misure temporanee e provvisorie. Stiamo assistendo a un increscioso scaricabarile fra Provincia e Comune di Bolzano"
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BOLZANO. "Si sono persi di vista i diritti sociali". E' questo il messaggio della presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali, Angela Rosignoli riguardo la morte del giovane ragazzo egiziano, Mostafa Abdelaziz Mostafa Abouelela, morto a 19 anni a causa del freddo per non aver trovato un posto caldo dove dormire.
Un'ondata di indignazione si è sollevata dalle molte associazioni che si occupano sul territorio dell'emergenza freddo per i senza fissa dimora, ma non solo. A parlare adesso anche gli assistenti sociali: "Nella seconda Provincia d’Italia per qualità di vita, Bolzano, si muore di freddo a 20 anni. Nel 2022. Gli invisibili per un attimo diventano rumorosamente visibili. Si comincia a parlare di 'emergenza freddo' quando il freddo è già arrivato; e così si aprono scuole e nuovi dormitori, e si creano posti letto aggiuntivi temporanei. Il freddo arriva ogni anno inesorabilmente ma non è la causa di un problema ormai strutturale, ne amplifica solo i contorni".
Accade che "i servizi di accoglienza si riempiano e non si svuotino - prosegue Rosignoli - o che i percorsi delle persone in strutture residenziali che puntano all'autonomia non trovino conclusione perché non ci sono risorse abitative". Il problema della casa, ricorda l'Ordine è un "diritto fondamentale per ogni persona (italiana, straniera, rifugiata legale o illegale) e non può essere garantito con misure temporanee e provvisorie legate al momento".
La domanda che viene posta perciò è come dei "posti letto aggiuntivi potranno rispondere a un bisogno che ormai ha assunto forme incancrenite? - continua il messaggio -. Le case sono poche e se sei straniero sono inesistenti, che tu abbia o meno un reddito per poterti permettere un affitto. Si apre quindi ai temi della paura dell'altro e del razzismo, che aumentano una situazione difficile e complessa, e che servono solo a giustificare scelte, azioni e omissioni".
Quelli che si son persi di vista sono i diritti sociali. "Chi parla ormai oggi di diritto alla casa, al lavoro, all’istruzione, all’assistenza che sono tutele e servizi che lo Stato deve garantire come rete di protezione sociale? Garantire i diritti fondamentali per tutti è un obbligo costituzionale ed è un passo fondamentale per il benessere della società in tutti i suoi ambiti. La morte di Mostafa è paradossale quanto lo è l’increscioso scaricabarile fra Provincia e Comune di Bolzano a cui stiamo assistendo: ognuno deve assumersi le proprie responsabilità".
Una risposta "integrata e strutturata" deve arrivare dalla politica. "Il diritto alla casa e i bisogni abitativi non possono ridursi all'emergenza e non possono essere responsabilità solo del sociale - conclude la presidente - le politiche abitative e economiche devono prevedere interventi integrati e meno miopi. Perché senza politiche accorte e lungimiranti le azioni dei servizi si trasformano solo in una corsa a tamponare l’emergenza e in risposte a metà. La morte di Mostafa darà almeno da dormire a qualche altro invisibile come lui. Ma non si può morire di freddo, a Bolzano, nel 2022. Caro Mostafa perdonaci tutti. Chissà cosa pensavi di trovare qui".


















