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Belluno
17 settembre | 16:14

Giochi Milano- Cortina 2026, "la pista da bob si farà": arriva l'ok del Cio. Padrin: "Diventi il riferimento europeo per gli sport del ghiaccio"

E' arrivato il "sì" del presidente del Comitato olimpico sulla pista da bob "Eugenio Monti". Il presidente della Provincia di Belluno: "Nonostante sia stata per mesi al centro delle polemiche, la pista da bob a Cortina si farà. Trasformiamo l’energia di negatività e contrarietà in una occasione per spingere al massimo sulla sostenibilità: ambientale, economica e sociale"

di Francesca Cristoforetti

CORTINA D'AMPEZZO. Arriva l'ok del Comitato olimpico sulla pista da bob di Cortina: l'opera per i Giochi olimpici invernali del 2026 si farà. Ad annunciarlo è il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin.

 

Una discussione molto lunga e accesa quella sulla pista "Eugenio Monti" di Cortina. Ma venerdì scorso ecco il "" per la riqualificazione dell'opera anche da parte del presidente del Cio.

 

"Nonostante sia stata per mesi al centro delle polemiche, la pista da bob a Cortina si farà - dichiara il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin - il Cio, tramite il presidente Thomas Bach, ha dato l’ok finale all’opera. A questo punto, trasformiamo l’energia di negatività e contrarietà in una occasione per spingere al massimo sulla sostenibilità: ambientale, economica e sociale".

 

Proprio in questi giorni il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha risposto ai cittadini che si erano espressi contrariamente all'opera e che avevano manifestato le proprie preoccupazioni soprattutto sotto il profilo economico e ambientale. La risposta era arrivata a seguito di "una lettera sottoscritta da 1.185 cittadini di Cortina D'Ampezzo'', su iniziativa del "Comitato Civico Cortina, indirizzata al presidente del Cio contro il rifacimento della pista di bob (Qui l'articolo).

 

Nella sua riposta Zaia si era rivolto anche al Cio: "Hanno scritto al Cio?  dichiarava il Presidente della Regione – ebbene, ora il Cio, che peraltro ha dato vita a questo dibattito tempo addietro, si esprima in modo chiaro e inconfondibile, magari spiegando quali ricadute si avrebbero su Cortina spostando il Bob e quali realizzandolo dove è previsto. Non abbiamo nessun feticismo per le opere pubbliche, solo la volontà di portare avanti un progetto".

 

Ora la risposta è arrivata nonostante da mesi continuino ad arrivare non solo dal Trentino ma anche dal Veneto inviti a spostare le gare a Innsbruck, dove già è presente una pista funzionante.

 

L’impianto quindi ospiterà le gare di bob, skeleton e slittino delle Olimpiadi invernali 2026. "Senza queste discipline - prosegue il presidente Padrin - peraltro previste nel masterplan olimpico, Cortina avrebbe solo alcune gare di sci alpino femminile e il curling, come ha ricordato anche il presidente del Coni Malagò. Ma il punto vero è un altro: visto che la pista si farà, abbiamo il dovere di fare in modo che sia sostenibile, e che Cortina diventi il riferimento europeo per gli sport del ghiaccio. La Provincia lavorerà per questo obiettivo, consapevole che la decisione finale di realizzare l’opera non è stata facile, soprattutto in un momento storico in cui l’aumento dei costi in tutti i settori economici rende obbligatorio ponderare più di prima qualsiasi scelta. Ma non possiamo cadere nell’errore di mettere tutti i problemi in un unico calderone, come se in questo momento bloccare la costruzione di un’opera finanziata potesse risolvere la speculazione sugli aumenti delle bollette. Altrimenti non dovremmo fare più nulla".

 

Padrin sottolinea come si tratti di una riqualificazione "e non di una costruzione ex novo - prosegue - bisogna spingere quindi perché la sostenibilità sia anche economica e sociale, basata su tecnologie che consentano di realizzare riduzione nei consumi e nei costi. Prima della chiusura dell’impianto, gli albergatori di Cortina e di San Vito registravano presenze anche fuori stagione in concomitanza con gli allenamenti degli atleti. E l’indotto che ne derivava non era affatto trascurabile. A questo punto, si faccia in modo che la struttura sia utilizzata a livello europeo per tutti gli sportivi di bob, skeleton e slittino, in modo da lavorare tutto l’anno. La vera sfida è proprio questa: preparare un piano di gestione in grado di massimizzare l’utilizzo e ridurre i costi, in modo che la pista resti un punto di riferimento dopo la chiusura dei Giochi. Lo stesso ragionamento lo facciamo sulle infrastrutture viarie: le Olimpiadi lascino in eredità al territorio opere utili per le comunità locali, in grado di annullare l’isolamento delle valli bellunesi".

 

 

Il presidente della Provincia conclude: "Pensare di formare a Cortina, in un impianto all’avanguardia, i futuri campioni dello sport del ghiaccio, è l’obiettivo. Qui è nato lo sport del bob, qui si è sviluppata la tradizione di questa disciplina. Qui dovranno essere coltivati i talenti, non solo italiani".

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