Incendi nel Bellunese, tracce di inquinanti chimici derivanti dalla combustione. L'Ulss: ''Mantenere l'utilizzo non potabile''
E' stato confermato l'odore "terroso" a carico di tutti i campioni di acqua prelevati da Ulss e Arpav in alcuni punti della rete acquedottistica di Ponte nelle Alpi. Seguiranno ulteriori controlli

PONTE NELLE ALPI. Sono arrivati i primi dati dell’acqua potabile che aveva un “odore di fumo”: Ulss Dolomiti conferma l'odore "terroso" a carico di tutti i campioni.
Sono questi i primi parziali risultati delle analisi eseguite sui campioni di acqua destinata al consumo umano prelevati presso alcuni punti della rete acquedottistica di Ponte nelle Alpi che hanno evidenziato tracce di inquinanti chimici derivanti dalla combustione di materiale organico.
Alla luce di ciò si mantiene l'indicazione di non utilizzo potabile dell'acqua distribuita dalla rete acquedottistica di Ponte nelle Alpi, rete che interessa anche alcuni territori contermini. Rimangono consentiti gli utilizzi igienico-sanitari.
Domani saranno eseguiti ulteriori controlli, con eventuali più dettagliati provvedimenti.
Dopo gli incendi in diverse località del Bellunese, erano arrivate molteplici segnalazioni a Ponte nelle Alpi e in alcuni territori limitrofi. Per questo Ulss e Arpav avrebbero eseguito degli specifici campionamenti per il controllo analitico, riportava in una nota presidente della Regione Veneto Luca Zaia. I roghi avrebbero reso l'aria irrespirabile in alcune aree a causa del fumo e, a quanto pare, la problematica avrebbe colpito anche l'acqua che esce dal rubinetto (Qui l'articolo).
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