'Ndrangheta in Trentino, Presidenza del Consiglio e il Ministero dell'interno arrivano in ritardo e vengono esclusi dalle parti civili nel processo 'Perfido'
La corte nell'udienza di oggi ha respinto le eccezioni che erano state presentate dalle difese. Respinta anche l'incompetenza territoriale ma sono stati riaperti i termini per il rito alternativo

TRENTO. Rigettate tutte le eccezioni procedurali che erano state sollevate dalle difese ma non solo. Non sono mancati i colpi di scena nell'udienza di oggi in Corte d'Assise a Trento per il processo 'Perfido'.
Un'udienza non semplice che riguarda il filo principale del processo e che ha visto tornare il numero di imputati ad essere 14: Demetrio Costantino, Pietro Battaglia, Mario Giuseppe Nania e Domenico Morello. Oltre a questi ci sono poi Innocenzo Macheda, ritenuto secondo le indagini capo dell'organizzazione, Giuseppe Battaglia, Pietro Denise, Domenico Ambrogio, Giovanni Alampi, Antonino Quattrone e Alessandro Schina. Ci sono ancora Giovanna Casagranda, Federico Cipolloni e Vincenzo Vozzo.
LE PARTI CIVILI
Tra i colpi di scena di questa udienza c'è quello che riguarda l'esclusione come parte civile dalla Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'interno. Il giudice, infatti, non ha ritenuto ammissibile l'istanza perché arrivata troppo tardi.
Rimangono parti civili l'associazione Libera, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Altrotrentino, società editrice di "Questotrentino'', il comune di Lona-Lases e la Provincia di Trento ed infine tre operai di origine cinese.
LE ECCEZIONI
La Corte dopo la camera di consiglio ha deciso di respingere le eccezioni che erano state sollevate da parte delle difese che riguardano aspetti procedurali e di termini. (QUI L'ARTICOLO)
Tra queste vi era l'eccezione di incompatibilità territoriale. Alcuni legali della difesa, infatti, durante la prima udienza hanno sostenuto che essendoci già una indagine in corso sulla casa madre 'Ndranghetista a Reggio Calabria, questo dovrebbe attrarre anche il procedimento locale.
Sul piano procedurale, quindi, è stato sostenuto che è inutile distinguere i due processi e quindi di rinviare quello di Trento a Reggio Calabria. Una linea questa respinta dalla Corte e quindi il processo rimarrà in Trentino.
Nel respingere le eccezioni procedurali la Corte ha però anche ravvisato alcune irregolarità ai danni della difesa e questo ha portato alla riapertura dei termini per poter chiedere il giudizio abbreviato.














