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Sicurezza concerto di Vasco, aveva ragione il dirigente ''cacciato'' da Fugatti. Batosta per la Pat in tribunale: ''Va reintegrato con effetto immediato''

Dopo il maxi-evento era arrivata la punizione per i dubbi sulla sicurezza del concerto: Maccani era stato rimosso ma il giudice del lavoro ha disposto il reintegro con effetto immediato. L'avvocato Lorenzo Eccher: "Confermate 'minacce' e pressioni. Poi in 1.500 persone avevano sfondato i percorsi di deflusso e 200 spettatori avevano attraversato i binari della ferrovia"

Di Luca Andreazza - 24 August 2022 - 06:01

TRENTO. Una batosta in tribunale per la Provincia di Trento, piazza Dante ha sbagliato, Marzio Maccani è stato invece inappuntabile: non ha arrecato danno e non ha leso l'immagine della pubblica amministrazione. E il dirigente deve ritornare a svolgere il proprio ruolo con effetto immediato. Questo in estrema sintesi quanto emerge dal provvedimento cautelare di ben 46 pagine firmato dal giudice del lavoro Giorgio Flaim.

 

"Siamo molto soddisfatti - commenta l'avvocato Lorenzo Eccher, legale che assiste il dirigente Maccani - il provvedimento cautelare sancisce che non ci sono i presupposti di legge per giustificare la decisione presa dalla Provincia nei mesi scorsi: il dirigente deve ritornare a svolgere la propria funzione e il proprio ruolo. E la decisione ha effetto immediato, il primo passo è quello di prendere contatto con l'avvocatura della Pat per concordare un rientro a norma del provvedimento con tutela e garanzia del mio assistito. Aspettiamo poi il giudizio di merito che tratta anche il risarcimento del danno. C'è molta cautela ma anche tanta fiducia perché quanto disposto dal tribunale è assolutamente chiaro e preciso".

 

La vicenda è quella relativa all'organizzazione del concerto di Vasco Rossi a Trento. Il funzionario della polizia amministrativa, assistito in tribunale dall'avvocato Lorenzo Eccher, era stato tra i primi a sollevare alcuni dubbi sulla sicurezza alla Trentino music Arena: un via libero definitivo arrivato a poco più di 24 ore dall’inizio del primo evento, cioè l'appuntamento dedicato ai fan del rocker modenese. Un voto a maggioranza dove però era mancato il parere favorevole dello stesso Maccani. A pesare c’era il parere contrario della Commissione di vigilanza che fra altre cose, “da un primo esame” aveva sottolineato come “l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120.000 persone”.

 

Fortunatamente il mega evento si è svolto senza registrare incidenti gravi ma non tutto era andato per il verso giusto. Nella calca all’apertura dei cancelli il giorno del concerto dedicato ai fan alcune persone erano finite a terra e poi erano state calpestate. Il giorno seguente, durante il deflusso dall’arena, alcuni spettatori avevano eluso la sorveglianza attraversando i binari della ferrovia tanto che si era dovuti intervenire sul traffico ferroviario.

 

"Il giudice ha chiesto una relazione al questore di Trento - spiega l'avvocato Eccher - c'è scritto nero su bianco che nella fase di deflusso post evento circa 1.500 persone hanno sfondato dai percorsi prestabiliti per l'uscita dalla Trentino music arena. Circa 200 gli spettatori che hanno attraversato i binari della ferrovia, tanto che Rfi aveva dovuto segnalare il rischio e interrompere la circolazione ferroviaria per evidenti ragioni di sicurezza".

 

A ogni modo, archiviato il maxi-evento era arrivata la punizione: Maccani era stato rimosso. Le motivazioni ufficiali erano sembrate abbastanza nebulose ma fin da subito è sembrato praticamente impossibile non vedere una correlazione con la vicenda che riguardava il concerto. Una delibera (secretata) che è suonata un po’ come una "vendetta" mentre il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, all'indomani del concerto aveva parlato di un'area la cui dimensione giusta si attestava sui 20-30mila spettatori dopo averne fatti entrare 120mila. E non erano mancate critiche anche dai fan sull'organizzazione complessiva.

 

"Appena arrivata la delibera - aggiunge il legale - abbiamo presentato un ricorso molto documentato per chiedere l'annullamento in via cautelare del provvedimento; siamo molto fiduciosi perché la decisione del tribunale del lavoro è arrivata a tempo di record, in circa un mese. Non solo, il provvedimento cautelare è molto preciso, approfondito e strutturato. Nonostante la complessità della vicenda, il giudice è stato puntuale e ha preso in considerazione tutte le nostre contestazioni: le 46 pagine evidenziano, per quanto riguarda la mia esperienza, un interessante punto di partenza per il giudizio di merito che contiene anche il risarcimento dei danni da parte della Pat".

 

La strada per arrivare al concerto era stata contrassegnata dalle polemiche e, come denunciato da più parti e in particolare da Luca Zeni (Pd), Maccani sarebbe stato sottoposto a una serie di pressioni per modificare o nascondere il verbale in cui il parere della polizia amministrativa era negativo in materia sicurezza. Il direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti, rivolgendosi a Maccani in una mail aveva scritto: “Io non sono abituato a prendere lezioni da chi pensa sempre di sapere una pagina in più del libro. E visto che a te è sempre tutto chiaro e che dispensi verità in ogni cosa che scrivi […] evita di fare il bravo scolaretto facendo finta di coinvolgere gli altri per poi operare di testa tua. […] L’Amministrazione valuterà coerenza e correttezza del tuo operato".

 

Situazioni emerse anche in tribunale. "Nel corso delle testimonianze del 18 agosto scorso - evidenzia l'avvocato Eccher - un teste ha confermato e documentato, che ci sono state 'minacce', anche in relazione a un eventuale provvedimento disciplinare. Anche sugli accessi agli atti e la predisposizione dei documenti, Maccani ha avuto un comportamento a norma di legge e non ci sono stati errori. Un altro aspetto decisamente significativo ma in generale dalla lettura delle 46 pagine emergono molti spunti interessanti".

 

Ora Maccani può riprendere il suo posto mentre dal punto di vista legale la vicenda prosegue con il giudizio di merito. "Questo provvedimento è davvero favorevole, corposo e molto approfondito. Il dirigente ha agito con correttezza e non c'è stata una lesione dell'immagine della pubblica amministrazione e non ha danneggiato la Provincia. Adesso procediamo con un accordo per il reintegro immediato e poi ci concentriamo con fiducia sul giudizio di merito", conclude Eccher.

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