Alluvione in Emilia Romagna, il lavoro dei volontari per salvare gli animali colpiti (FOTO e VIDEO): “Purtroppo abbiamo registrato molte vittime”. Ecco come aiutare
Sono 15 in tutto gli esseri umani che hanno perso la vita in Emilia Romagna nella devastante alluvione che ha messo in ginocchio l'intera regione: la violenza delle inondazioni ha però coinvolto anche molti animali e da giorni nelle zone alluvionate sono al lavoro associazioni e volontari per salvarli. A Bolzano la solidarietà della clinica veterinaria Centro Storico, che ha organizzato una raccolta fondi

BOLOGNA. Sono molte le associazioni, in gran parte formate da volontari, che da giorni stanno operando senza sosta in Emilia Romagna per salvare i moltissimi animali rimasti coinvolti nella tragica alluvione costata la vita a 15 persone. Le ondate di piena che si sono riversate sulle comunità hanno infatti colpito duramente anche la fauna del territorio e, al di là delle molte immagini di famiglie in fuga dalle zone alluvionate con cani e gatti, c'è anche un vasto panorama di animali da fattoria o selvatici che hanno bisogno di aiuto.
Nel Ravennate in particolare è molto operativa su questo fronte l'organizzazione Animal Rescue Team Italia Odv, che incessantemente si occupa di salvare questi animali e alla quale arriva ora anche la solidarietà della clinica veterinaria Centro Storico di Bolzano. Il direttore della struttura, Vincenzo Mulè (nato proprio nella zona di Ravenna), è infatti uno dei membri fondatori dell'associazione e sta cercando in questa fase di aiutare in ogni modo il lavoro dei volontari nelle zone colpite dall'alluvione.

“Raccontare la loro storia è il primo doveroso passo – dice –. Si stanno occupando di recuperi di animali piuttosto grossi e hanno bisogno di aiuti economici. Qui in clinica in via dei Vanga abbiamo organizzato una piccola raccolta fondi ma esiste anche l'Iban per le donazioni via bonifico (IT 15 Z 08542 67590 000000 173302). Purtroppo nelle evacuazioni in pochi hanno pensato anche agli animali quindi molti di loro si trovano letteralmente travolti o imprigionati dal fango ancora adesso”.

La prima urgenza, spiega Matteo Galliani di Animal Rescue Team Italia: “E' stata l'evacuazione con l'arrivo delle acque da tutte le zone, poi si è subito posta la questione della logistica. Dove portiamo questi animali? Purtroppo le ordinanze di evacuazione cambiavano molto repentinamente così è capitato di dover spostare alcuni cavalli, asini e muli di posto in posto con un importante dispiego di risorse ed energie”. Non tutti inoltre avevano la possibilità di essere spostati.

“In quel caso – continua Galliani – è subentrata l'emergenza sanitaria perché avevamo cavalli, asini e muli per tre giorni in acqua. Purtroppo abbiamo registrato molte vittime. In particolare tra gli animali da cortile come capre, pecore, maiali oltre a pochi cani e gatti selvatici. Ora ci stiamo preoccupando dei cavalli rimasti isolati nelle zone collinari che hanno viabilità totalmente o quasi completamente inagibile per frane e cedimenti del suolo. Su questo si innesta il problema di approvvigionamento di altri cavalli e muli spostati in altri centri che stanno entrando in deficit di fieno e risorse alimentari. I tempi di rientro per chi è stato evacuato sono difficili da stimare. Penso, per esempio, a chi ha perso una scuderia intera. È stato qualcosa di cataclismatico”.

Tra le varie realtà impegnate in Emilia Romagna anche il Centro Fauna Selvatica “il Pettirosso” (anche qui, per aiutare, esiste un Iban IT90U0200812932000101505546) di Modena, i cui membri, a bordo di un'imbarcazione ,sono impegnati da giorni nelle operazioni di salvataggio di gatti, conigli, asini, cavalli e altri animali rimasti bloccati dall'acqua.













