Il grido di dolore dei giovani per i tanti coetanei che compiono un gesto estremo: ''Inascoltati, incompresi, inadatti a un mondo che corre spesso più veloce di noi''
Lettera alle istituzioni di “Giovani & Futuro”, associazione formata da giovani impegnati nelle amministrazioni locali, per esprimere profonda preoccupazione per il caso dei tanti coetanei che arrivano alla drammatica decisione di compiere un gesto estremo come unica soluzione all’eccessiva pressione psicologica e al senso di fallimento che spesso provano, sopraffatti da percorsi scolastici e modelli di vita orientati al successo e ad aspettative distanti dalla realtà

BELLUNO. Un accorato appello dai giovani, per i giovani. Si rivolgono alle istituzioni i rappresentanti dell’associazione “Giovani & Futuro” con una lettera indirizzata a ministri, presidenti di regione e assessori regionali, per esprimere profonda preoccupazione per un fenomeno da affrontare con attenzione, a tutti i livelli. I ragazzi (i firmatari sono i presidente Luca Frescura consigliere comunale a Vigo di Cadore e il vicepresidente Thomas Menia Corbanese consigliere a Danta di Cadore), infatti, sollevano il caso dei tanti coetanei che arrivano alla drammatica decisione di compiere un gesto estremo come unica soluzione all’eccessiva pressione psicologica e al senso di fallimento che spesso provano, sopraffatti da percorsi scolastici e modelli di vita orientati al successo e ad aspettative distanti dalla realtà. Giovanissimi lasciati soli da un sistema che non riesce a dare adeguato supporto a chi si trova in difficoltà.
“Intendiamo esprimere tutte le nostre preoccupazioni per un fenomeno che sicuramente già conoscete, ma che ci angoscia in modo importante, soprattutto alla luce delle recenti e sempre più frequenti notizie di cronaca”, esordiscono i referenti di Giovani & Futuro, associazione formata da giovani provenienti da tutta Italia impegnati nelle amministrazioni locali, nella rappresentanza studentesca e nell’associazionismo. “Ogni giorno ci troviamo a piangere coetanei, amici, compagni di scuola e di corso, schiacciati dal peso psicologico dei propri percorsi scolastici, universitari e di vita - spiegano nella lettera -. Questi nostri amici spesso non riescono a vedere nessuna via di uscita se non quella del gesto estremo di togliersi la vita: morti silenziose, ma che provocano un rumore incredibile. Questo rumore non può restare inascoltato, ma deve spingerci a non sottovalutare il fenomeno e a fronteggiarlo subito in maniera decisa”.
Nella missiva, i rappresentanti di Giovani & Futuro portano il punto di vista dei giovani e delle famiglie “inermi e senza strumenti per aiutare i propri figli a vincere una battaglia di vita durissima”. I dati, ormai pubblicati qualche mese fa, dell'Osservatorio suicidi della Fondazione Brf - Istituto per la ricerca in psichiatria e neuroscienze dicono che iIn Italia ogni 16 ore una persona si toglie la vita. Un’altra prova a farlo ogni 14. Tragico il dato che riguarda i giovanissimi, tra i quali si verifica un caso di tentato suicidio al giorno. E l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma riferisce di una crescita ''esponenziale'' negli ultimi 10 anni degli accessi al pronto soccorso per comportamenti suicidari da parte di giovanissimi. Da metà 2020 e con la pandemia la situazione è degenerata raggiungendo un +75% rispetto al biennio precedente nel caso del suicidio, ideato o tentato, e a un +60% di atti di autolesionismo. Oltre l’80% dei tentativi di suicidio è messo in atto da bambine e ragazze: l’età media è di circa 15 anni.
“È sotto gli occhi di tutti che il numero delle persone che scelgono di togliersi la vita è in netto aumento - proseguono i rappresentanti di ''Giovani & Futuro'' - ed è un fenomeno che colpisce soprattutto noi giovani: ragazzi e ragazze che si sentono inascoltati, incompresi, inadatti ad un mondo che corre spesso più veloce di loro. Il rovescio della medaglia vede famiglie e genitori schiacciati da un enorme senso di colpa per non aver fatto abbastanza: nella battaglia contro questo mostro invisibile non dobbiamo mai abbandonare le famiglie vittime di queste tragedie”.
I giovani si affidano dunque alle istituzioni: “Noi crediamo profondamente nel ruolo delle istituzioni come strumento per migliorare la vita dei cittadini ed è per questo che ci siamo permessi di scrivervi - affermano -. Se è difficile trovare le parole, ancora più difficile è trovare le soluzioni a questo problema: crediamo sia necessario mettere in atto delle politiche volte all'ascolto e alla valorizzazione dell'individuo. Parlando con molti giovani, infatti, è emersa la difficoltà nell'accesso alle cure psicologiche: in questo momento storico ed economico, molte famiglie non riescono a far fronte al costo di un eventuale sostegno psicologico per i figli e gli strumenti fino ad ora messi a disposizione non garantiscono a tutti l'aiuto di cui hanno bisogno”.
Nella lettera, i ragazzi di “Giovani & Futuro” sollecitano la necessità di intervenire tempestivamente e avanzano una serie dettagliata di proposte per mettere in atto politiche al fine di promuovere modelli di vita in cui le caratteristiche di ciascuno siano considerate con la medesima importanza dei risultati, rimodulare i percorsi formativi per ridurre lo stress psicofisico e garantire risorse perché le cure psicologiche siano accessibili a tutti e la salute mentale sia realmente tutelata. Infine, invitano ministri e autorità locali a “lavorare insieme per frenare questo pericolosissimo fenomeno che minaccia il futuro del nostro Paese e della nostra generazione”.
La lettera - testo integrale
Pregiatissimi Ministri, Presidenti di Regione, Assessori Regionali, con la presente intendiamo esprimere tutte le nostre preoccupazioni per un fenomeno che sicuramente già conoscete, ma che ci angoscia in modo importante, soprattutto alla luce delle recenti e sempre più frequenti notizie di cronaca.
Ogni giorno, infatti, ci troviamo a piangere coetanei, amici, compagni di scuola e di corso, schiacciati dal peso psicologico dei propri percorsi scolastici, universitari e di vita. Questi nostri amici spesso non riescono a vedere nessuna via di uscita se non quella del gesto estremo di togliersi la vita: morti silenziose, ma che provocano un rumore incredibile. Questo rumore non può restare inascoltato, ma deve spingerci a non sottovalutare il fenomeno e a fronteggiarlo subito in maniera decisa.
Non porteremo dei dati a conferma di tale fenomeno, consapevoli che già ne siete in possesso, ma porteremo il punto di vista delle comunità che rappresentiamo, il punto di vista dei giovani, che faticano sempre più a combattere questi mostri invisibili, e quello dei genitori e delle famiglie, che si vedono inermi e senza strumenti per aiutare i propri figli a vincere una battaglia di vita durissima.
È sotto gli occhi di tutti che il numero delle persone che scelgono di togliersi la vita è in netto aumento ed è un fenomeno che colpisce soprattutto noi giovani: ragazzi e ragazze che si sentono inascoltati, incompresi, inadatti ad un mondo che corre spesso più veloce di loro.
Il rovescio della medaglia vede famiglie e genitori schiacciati da un enorme senso di colpa per non aver fatto abbastanza: nella battaglia contro questo mostro invisibile non dobbiamo MAI abbandonare le famiglie vittime di queste tragedie.
Noi crediamo profondamente nel ruolo delle Istituzioni come strumento per migliorare la vita dei cittadini ed è per questo che ci siamo permessi di scriverVi, magari sbagliando le forme per rivolgerci a Voi, ma speranzosi che queste nostre parole possano trasmetterVi la grandissima sofferenza nel vedere così tanti sogni e così tante vite spezzate in un secondo.
Se è difficile trovare le parole, ancora più difficile è trovare le soluzioni a questo problema: crediamo sia necessario mettere in atto delle politiche volte all'ascolto e alla valorizzazione dell'individuo, senza dimenticare tutti gli strumenti di welfare e i sostegni economici per giovani, famiglie e anziani.
Parlando con molti giovani, infatti, è emersa la difficoltà nell'accesso alle cure psicologiche: in questo momento storico ed economico, molte famiglie non riescono a far fronte al costo di un eventuale sostegno psicologico per i figli e gli strumenti fino ad ora messi a disposizione non garantiscono a tutti l'aiuto di cui hanno bisogno. Da qui deriva la necessità di aumentare gli aiuti e le possibilità di cura, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione: la salute mentale è un diritto, non può diventare un privilegio di pochi!
Noi come Giovani&Futuro pensiamo sia necessario intervenire tempestivamente per:
promuovere modelli di vita dove il risultato e la performance abbiano la stessa importanza del percorso e delle caratteristiche di ciascun soggetto;
rimodellare i percorsi formativi scolastici e universitari, guardando anche ad altri modelli di istruzione europei e internazionali, in modo tale da ridurre le situazioni di stress psicofisico;
garantire la necessaria copertura economica per le risorse destinate alla salute mentale, e, di conseguenza, al Sistema Sanitario Nazionale;
sviluppare, ampliare e strutturare le attuali politiche in materia in modo tale da dare una condizione di certezza nella continuità e nella copertura economica (bonus psicologo; psicologo di base...);
incentivare, promuovere e valorizzare nuove forme di messa in rete dei servizi sanitari psicologici, coinvolgendo sia enti pubblici che quelli di natura privata.
Nella certezza che si possa lavorare insieme per frenare questo pericolosissimo fenomeno che, a nostro parere, minaccia il futuro del nostro Paese e della nostra generazione;
nella speranza di ricevere un Vostro pronto ed efficace riscontro,
Vi ringraziamo per l'attenzione e Vi auguriamo un buon lavoro
il presidente Luca Frescura
il vicepresidente Thomas Menia Corbanese


















