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| 30 lug 2023 | 14:12

In Trentino quasi 300 senza dimora fra cui 30 minori: dal Pnrr 1,8 milioni euro per nuovi progetti di “housing temporaneo”. Ma come verranno spesi i fondi?

Openpolis ha calcolato che la spesa pro capite per i soggetti a rischio di esclusione sociale nel Comune di Trento è pari a 40,18 euro, cifra ben al di sopra della media nazionale. Inoltre la Provincia ha previsto di finanziare attraverso il Pnrr un Servizio residenziale (e altri progetti) per un totale di 1,8 milioni di euro ma non è chiaro se le risorse siano sufficienti per accogliere il crescente numero di persone che si trovano a vivere per strada

In Trentino quasi 300 senza dimora fra cui 30 minori: dal Pnrr 1,8 milioni euro per nuovi progetti di “housing temporaneo”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Quando si parla di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si pensa subito alle grandi opere. Per Trento per esempio l’investimento maggiore è rappresentato dalla circonvallazione ferroviaria che da sola assorbe circa 1,27 miliardi di euro. Eppure i fondi del Pnrr coinvolgono molti altri comparti. Una delle cosiddette missioni, dedicata all’inclusione e alla coesione, riguarda in particolare gli “alloggi temporanei e le stazioni di posta per le persone senza dimora”.

 

Si parla cioè di investimenti (per un totale di 450 milioni di euro) che hanno lo scopo di aiutare le persone senza dimora ad accedere facilmente all’alloggio temporaneo, in appartamenti o in case di accoglienza, e offrire loro servizi completi sia per promuoverne l’autonomia che per favorirne una piena integrazione sociale. La fondazione indipendente Openpolis ha elaborato proprio i dati che riguardano gli investimenti previsti dai vari territori in questo settore.

 

Innanzitutto va segnalato che dei 450 milioni di euro disponibili ce ne sono ancora 50 da stanziare che restano “parcheggiati” senza una precisa destinazione. Uno spreco dal momento che in Italia, calcolando solo le persone che risultano dai censimenti ufficiali dell’Istat, sono 96.197 (dato del 2021) i senza fissa dimora e fra questi più del 13% sono minori.

 

In Trentino i senzatetto si concentrano nel capoluogo: 217 (fra cui 24 minori). Seguono Rovereto (28 fra cui 3 minori), Pergine (11) e Mezzolombardo (11 fra cui 3 minori). Considerando il resto del territorio si conta un’altra trentina di senza dimora. I numeri però fanno riferimento a quelle persone che hanno stabilito nel comune il proprio domicilio e a chi, pur non avendo alcun domicilio, è iscritto all’anagrafe con un indirizzo fittizio che spesso corrisponde alla sede di una delle associazioni che si occupano dei diritti dei senza dimora. Ciò significa che dal calcolo sfugge chi non ha modo di iscriversi all’anagrafe, cioè tutti quei migranti che non riescono ad accedere al sistema di accoglienza.

Openpolis ha stimato che la spesa pro capite per i soggetti a rischio di esclusione sociale nel Comune di Trento sia pari a 40,18 euro, mentre la spesa media dei comuni italiani si ferma a 17,33 euro pro capite. Tuttavia i ricercatori sottolineano che spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa, la voce infatti tiene conto delle uscite per vitto, alloggio e indennità di denaro ma include pure tutte le spese relative alla gestione di strutture e servizi per la riabilitazione e l’inclusione.

 

Tornando ai fondi del Pnrr gli investimenti dedicati ai senzatetto sono divisi in due categorie. La prima è dedicata all’housing temporaneo, dove i Comuni possono mettere a disposizione appartamenti per un periodo di tempo massimo di 24 mesi, attivando al contempo una serie di servizi per aiutare le persone a raggiungere una maggiore autonomia socio-economica. La seconda misura riguarda le stazioni di posta, centri che oltre a un servizio di accoglienza notturno potranno offrire anche altri servizi come cure mediche, distribuzione di generi alimentari e orientamento al lavoro. In questo caso lo stesso Pnrr prevede il coinvolgimento diretto degli enti del Terzo settore.

 

Per gestire i vari progetti i territori hanno dovuto istituire i cosiddetti Ambiti territoriali sociali (Ats) che rappresentano la sede principale della programmazione e del coordinamento degli interventi dei servizi sociali e delle altre prestazioni integrate attive a livello locale. L’Ats singolo che riceve più fondi è quello di Roma Capitale a cui vanno complessivamente 16,2 milioni di euro di cui 6,4 per l’housing temporaneo e 9,8 per le stazioni di posta. Al secondo posto ci sono Torino e Napoli. Fra i primi posti però c’è anche l’unico Ats del Trentino (che comprende l’intero territorio provinciale). Stando ai dati riportati da Openpolis in Provincia di Trento saranno investiti 710mila euro per un progetto di housing temporaneo e poco più di 1 milione alla voce stazione di posta.

 

Da quanto emerge da una delibera (del 4 novembre 2022) la Provincia ha previsto di finanziare attraverso il Pnrr un Servizio residenziale per persone o nuclei familiari in situazioni di vulnerabilità che necessitano di sviluppare e migliorare le proprie capacità di vita autonoma. Un servizio che potrà durare fino a 24 mesi. L’intervento di “housing temporaneo” comprende 19 posti. Chi sarà chiamato a gestire il servizio realizzerà inoltre un’attività di sportello con una funzione complementare di sostegno all’autonomia, di orientamento e segretariato sociale per l’accesso ai servizi e alla casa.

 

“Si tratta di un’assistenza alloggiativa temporanea ma di ampio respiro – si legge nella delibera – in cui la soluzione alloggiativa viene affiancata da un progetto di accoglienza volto all’attivazione delle risorse del singolo, con l’obiettivo di favorire percorsi di autonomia e rafforzamento delle risorse personali – ma anche – per agevolare la fuoriuscita dal circuito dell’accoglienza”. Parte di queste risorse sono già state stanziate per il dormitorio permanente di via Lavisotto a Trento, tuttavia non è chiaro se siano sufficienti per accogliere il crescente numero di persone che si trovano a vivere per strada.

 

 

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