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Trento
28 ottobre | 13:55

La Provincia stanzia i fondi per il ciclodromo del centro sportivo di Terlago, ma c'è il problema della gestione tra Comune e Asuc: la struttura è chiusa e in stato di abbandono

Si avvicina la stagione invernale e il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente. Il "ciclodromo" è in buono stato (è l'unica parte della struttura ancora in condizioni decenti) e, come spiega l'assessore provinciale Failoni, "noi abbiamo messo a disposizione della Federazione Ciclistica le risorse per riqualificarlo. Potrebbe diventare un punto di riferimento non solamente per la valle dei Laghi ma anche per le società del capoluogo"

La Provincia stanzia i fondi per il ciclodromo del centro sportivo di Terlago

TERLAGO. Il centro sportivo di Terlago è ancora chiuso (Qui Articolo). E, con l'avvicinarsi della stagione invernale, è difficile se non impossibile prevedere un intervento immediato per risanare la struttura sita nel territorio del comune di Trento, al confine con quello di Vallelaghi. Se ne riparlerà, si spera, a primavera, con l'auspicio che le rigide temperature invernali non peggiorino ulteriormente le condizioni in cui versa attualmente l'intero complesso.

 

La vicenda è ormai nota: la proprietà del complesso, dopo una lunga battaglia giudiziaria conclusasi arrivata sino in Cassazione, è dell'Asuc (amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico) di Vigolo Baselga, che però non è in grado di risanare in autonomia la struttura (servirebbero almeno un paio di milioni di euro secondo le stime) e sulla quale deve pagare annualmente l'Imis. Il comune, come confermato più volte dal sindaco di Trento Franco Ianeselli e dall'ex assessora, ora consigliera provinciale, Mariachiara Franzoia, si è sempre dimostrato disponibile a trattare: la proposta avanzata da palazzo Geremia era e resta quella di ottenere l'intero centro in comodato a lungo termine dall'Asuc (con la sospensione, dunque, degli usi civici e, conseguentemente, dell'Imis) con un affitto, magari in "conto vendita", annuale.

 

Il Comune, a quel punto, si accollerebbe tutte le spese necessarie per ammodernare la struttura e renderla nuovamente fruibile: per le società sportive e le realtà associazionistiche della valle dei Laghi il centro sportivo ribattezzato "Trilacum" tornerebbe dunque ad essere un punto di riferimento fondamentale, ma lo diventerebbe anche inevitabilmente anche per il capoluogo, vista la brevissima distanza dalla città e la grande disponibilità di spazi (due campi da calcio regolari, uno con dimensioni ridotte, il palazzetto dello sport, la palestra pesi, la grandissima sala riunioni, oltre al bar/ristorante). 

 

Niente da fare, almeno per il momento, perché chi detiene la proprietà della struttura contempla esclusivamente un affitto a breve termine (ipotesi, questa, irrealizzabile per il comune, che si troverebbe a dover sostenere ingenti spesi senza la certezza di poter disporre per un tempo prolungato del complesso) o, in alternativa, lo scambio perequativo (permuta) con altri terreni di proprietà del comune, nella fattispecie quelli siti in località Viote.

 

All'interno del centro sportivo Trilacum c'è anche una "parte" che è ancora in in buone condizioni (forse l'unica) e, dunque, sarebbe fruibile con un intervento di modesta entità economica e che potrebbe realizzarsi in tempi brevi.

Si tratta di una pista ciclistica lunga poco meno di un chilometro - una sorta di "ciclodromo" - molto simile a quella presente all'interno del centro sportivo "Oltra" di Dro, che potrebbe essere utilizzata per l'attività dei ciclisti più giovani in una condizioni di totale sicurezza.

 

Una volta liberata dall'erbacce la lingua d'asfalto, che si snoda attorno ai campi da calcio potrebbe ospitare anche gare ufficiali: si pensi a tutte le prove della categoria giovanissimi (atleti dai 7 ai 12 anni), che si svolgono abitualmente su di un circuito (che deve avere una lunghezza minima di 800 metri), che viene ripetuto più volte, oltre a tutte le prove di gimkana e similari nelle quali si cimentano anche i più giovani.

 

In tal senso la Provincia ha stanziato un contributo a favore della Federazione Ciclistica Trentina con l'obiettivo di riqualificare (ma, lo ripetiamo, sarebbe un'opera di rapida realizzazione) il "ciclodromo", al fine di metterlo a disposizione, nel minor tempo possibile, delle società ciclistiche della Valle dei Laghi, ma anche delle realtà cittadine.

 

"Abbiamo constatato - spiega l'assessore provinciale allo sport Roberto Failoni - che il "ciclodromo" è in buono stato, ha le misure necessarie, anzi superiori, a quelle richieste per la pratica dell'attività ufficiale. Stiamo parlando di un tracciato del quale praticamente tutti si erano dimenticati, molto simile rispetto a quello già esistente a Dro e che potrebbe essere ripristinato totalmente in tempo brevi, permettendo ai bambini dai 7 a 12 anni di poter svolgere attività ciclistica in condizioni di totale sicurezza. Noi abbiamo deliberato il contributo a favore della Federazione Ciclistica Trentina, che dovrà individuare i canali per riattivare la pista. Pista che, aggiungo, si trova a meno di dieci minuti dalla città e, dunque, potrebbe rappresentare un importante punto di riferimento anche per le realtà del capoluogo".

 

Dunque quello di Terlago potrebbe diventare un centro polisportivo (magari) a tutti gli effetti, ma la riqualificazione del "ciclodromo" non sarebbe sufficiente nemmeno alla ripresa della pratica anche della sola attività ciclistica, viste le condizioni del resto della struttura, in primis quelle riguardanti lo stato degli spogliatoi, elemento imprescindibile per la pratica di qualsiasi disciplina. Ma non solo, perché anche le vie d'accesso avrebbero bisogno di un restyling. Che si faccia qualcosa e lo si faccia in fretta per evitare che la  cattedrale nel deserto diventi un vero e proprio rudere.

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