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| 17 lug 2023 | 12:46

“L'anno scorso oltre 60mila morti per il caldo estremo”: i dati dello studio su Nature. Nuova potente ondata di calore (e tornano i ricoveri): ecco le previsioni

Secondo quanto riportato in uno studio pubblicato su Nature, il caldo estremo registrato nell'estate 2022 avrebbe causato oltre 60mila decessi in Europa, quasi un terzo dei quali solo in Italia. In ottica futura, per gli esperti è quindi necessario lavorare su un doppio binario, con maggiori sforzi in chiave di adattamento e di riduzione delle emissioni di gas serra. Nel frattempo per i prossimi giorni è prevista una nuova e potente ondata di caldo in Trentino: ecco i dettagli

“L'anno scorso oltre 60mila morti per il caldo estremo”: i dati dello studio su Nature

TRENTO. Le situazioni di alta pressione anticiclonica sono sempre più persistenti ed il clima, rispetto a qualche decennio fa, tende ad essere sempre più spesso diversi gradi al di sopra delle medie storiche. Si tratta (come già riportato, Qui Articolo) di condizioni legate a doppio filo agli effetti del cambiamento climatico e che, inevitabilmente, hanno portato (e porteranno) ad effetti importanti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello della sanità pubblica (gli esperti di Appa hanno approfondito anche questa questione negli ultimi mesi tracciando gli scenari climatici futuri per il nostro territorio, Qui Articolo).

 

Nella caldissima estate 2022 in particolare, nel corso della quale il Continente europeo ha visto l'arrivo di potenti ondate di calore in grado di infrangere record su record di temperature, i decessi correlati al caldo estremo in Europa sarebbero stati 61.672 tra il 30 maggio ed il 4 settembre, in misura maggiore (il 56% in più) tra le donne. A confermarlo è uno studio dell'Istituto nazionale francese di sanità (Inserm) e dell'Istituto di salute globale di Barcellona (IsGlobal) pubblicato negli scorsi giorni sulla rivisita Nature. In particolare, nel solo periodo tra il 18 ed il 24 luglio, l'intensa ondata di calore che ha travolto l'Europa avrebbe causato ben 11.637 vittime.

 

Quasi un terzo dei decessi (poco più di 18mila) si sono verificati in Italia, seguita secondo i ricercatori da Spagna (11.324 vittime) e Germania (8.123 morti). Il più alto tasso di mortalità legato al caldo è ancora una volta quello registrato in Italia (295 morti per milione di abitanti), seguito da quelli registrati in Grecia (280 morti per milione), Spagna (237 morti per milione) e Portogallo (211 decessi per milione). Guardando all'estate 2003, il numero totale di decessi in eccesso aveva superato quota 70mila, scrivono i ricercatori, portando per la prima volta all'implementazione di diverse strategie per la sensibilizzazione e la protezione delle fasce di popolazioni più a rischio. Ma, come evidenziato dai dati dello scorso anno, la strada in questo senso è ancora lunga.

 

“Alla luce dell'aumento di frequenza e intensità delle ondate di calore per effetto del riscaldamento globale antropogenico – scrive per esempio la Società meteorologica italiana – ulteriori sforzi andranno compiuti in chiave di adattamento (investimenti nella comunicazione al pubblico dei rischi da caldo estremo, nel settore sanitario, migliore isolamento termico degli edifici) oltre che, ovviamente, di riduzione delle emissioni serra”. In assenza di importanti misure di mitigazione infatti, le previsioni attuali vedono un aumento per quanto riguarda per esempio la temperatura media giornaliera in Trentino pari addirittura a 5,5 gradi centigradi entro la fine del secolo (Qui Articolo). Una crescita spaventosa se si pensa che, a livello di temperature, le anomalie stagionali più intense nel 2022 sono state registrate in Francia con 'appena' +2.43 gradi centigradi (a seguire Svizzera, +2.30 gradi, Italia, +2,28 gradi, Ungheria,+2.13 gradi, e Spagna, +2,11 gradi).

 

Come evidenziato dai ricercatori però, nel contesto di cambiamento climatico attuale quanto avvenuto la scorsa estate (al contrario, invece, del caldo eccezionale registrato nel 2003) era in qualche misura prevedibile, vista la continua accelerazione del riscaldamento registrato anche in Europa nei 10 anni precedenti. Proprio per questo (ed in particolare in ottica futura) le strategie di prevenzione dal caldo devono essere rivalutate, tenendo conto in particolare del genere e dell'età della popolazione, è la conclusione dei ricercatori. Nel frattempo, la maggior instabilità che quest'anno sta caratterizzando i mesi estivi (e che sta portando, come visto negli scorsi giorni, ad eventi meteo di intensità eccezionale) è intervallata anche nel 2023 da periodi di caldo estremo, con una nuova e potente ondata di calore prevista in arrivo in Trentino nei prossimi giorni. La colonnina di mercurio potrebbe superare anche i livelli raggiunti prima delle ultime perturbazioni, quando le massime aveva sfiorato i 38 gradi sul nostro territorio.

 

Una situazione che negli scorsi giorni ha portato ai primi ricoveri per caldo negli ospedali della Provincia di Belluno, dove all'inizio di questa settimana sono stati registrati ben 5 accessi ai Pronto soccorso da parte di anziani in difficoltà in una sola giornata. In Trentino le autorità sanitarie parlano di dati non rilevanti per quanto riguarda gli accessi ospedalieri legati all'ondata di caldo, ma come anticipato nei prossimi giorni le condizioni sul territorio torneranno ad essere estreme. “I giorni di calura peggiori a Trento – scrive l'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti – saranno lunedì 17 e martedì 18, quando si toccheranno le massime più alte. L'umidità incamerata negli ultimi giorni potrebbe evitare temperature da primato, ma il rovescio della medaglia è che avremo afa pesante per l'evaporazione. Le massime in città e in val d'Adige per martedì 18 dovrebbero essere fra +35 e +37 gradi centigradi, con afa notevole”.

 

Da giovedì 20 dovrebbe invece verificarsi un rientro in media abbastanza veloce per il territorio trenino “con i rischi connessi noti e visti anche negli ultimi giorni: la grandine grossa, le raffiche e i nubifragi, ad oggi comunque non ben determinabili”. Come spiegato dall'Apss, le categorie più a rischio per quanto riguarda le ondate di caldo sono gli anziani, gli ipertesi o cardiopatici, le persone diabetiche, quelle affetta da insufficienza renale e in dialisi, chi assume abitualmente terapie farmacologiche, i bambini e le donne in gravidanza (Qui il Link). Durante le giornate nelle quali viene previsto un rischio elevato per le ondate di calore, gli esperti consigliano di non esporsi all'aria aperta tra le 11 e le 18, consumando pasti leggeri e bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno. 

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