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| 20 giu 2023 | 20:40

Orsi, la Lav accede al Casteller: ''Recinti adeguati per un'area sgambamento cani". E rilancia: ''Trasferire Jj4 ma la responsabilità di evitare incidenti resta alla Provincia"

La Lav ha ottenuto l'autorizzazione per accedere al Casteller: "Confermate le preoccupazioni sulla detenzione degli orsi". L'associazione rilancia sul piano presentato per trasferire Jj4 in Romania: "Poi ci occuperemo anche di M49 ma la responsabilità per evitare nuovi incidenti resta ancora tutta in capo alla Provincia di Trento. Per questo rinnoviamo la nostra richiesta di avviare subito un programma di attività"

Orsi, la Lav accede al Casteller: Recinti adeguati per un'area sgambamento cani

TRENTO. "Quanto visto conferma tutte le nostre preoccupazioni sulla detenzione degli orsi". Questo il commento di Massimo Vitturi. Il responsabile nazionale Lav-area animali selvatici è entrato al Casteller in queste ore. "I recinti potrebbero essere adeguati come struttura solo a ospitare al massimo un'area di sgambamento cani". 

 

La Lav ha ottenuto l'autorizzazione per poter accedere al Casteller. "Dopo le reiterate richieste, la prima a inizio aprile subito dopo la cattura dell'orsa, finalmente siamo potuti entrare per verificare le condizioni di Jj4 e di M49, recluso da più anni", spiega. "La Provincia, comunicando la decisione ieri (lunedì 19 giugno) ha posto la condizione che alla visita fosse presente solamente un rappresentante dell’associazione, quindi non sono potuti intervenire veterinari o altri specialisti che potessero valutare le condizioni psico-fisiche degli animali, altrimenti non evincibili dalla semplice fornitura di cibo agli animali".

 

L'associazione animalista si dice preoccupata per "riguardo la detenzione degli orsi" in recinti che " potrebbero essere adeguati come struttura solo ad ospitare al massimo un’area di sgambamento per cani". E questa è "un'ulteriore certezza sul fatto che Jj4 deve essere trasferita quanto prima nel rifugio che abbiamo individuato in Romania e che a M49, sul quale non pendono giudizi dei Tribunali, debba essere riservata una vita degna di essere vissuta, diversa dall’attuale sopravvivenza al Casteller". 

 

Nella giornata di ieri la Lav ha presentato, in accordo con altre associazioni, la possibilità di trasferire l'orsa che ha aggredito e ucciso Andrea Papi. Oggi Jj4 si trova rinchiusa al Casteller e il mondo animalista guarda al Libearty Bear Sanctuary Zarnesti. Il centro si trova a Zărnești, creato 16 anni fa in con le autorità locali per dare soluzione alla diffusa presenza di esemplari nella zona (Qui articolo). 

 

L'area si estende su una superficie di oltre 70 ettari all’interno di un parco nazionale e attualmente ospita 119 orsi, 40 dei quali sono animali recuperati dalla natura, perché ritenuti un potenziale pericolo per la popolazione locale, mentre i rimanenti sono orsi salvati da situazioni di grave maltrattamento per le condizioni di detenzione non adeguate. Inoltre, il centro accoglie anche alcuni animali trasferiti dall’estero: Georgia, Armenia, Albania, Ucraina e un esemplare proveniente dagli Stati Uniti.

 

"I singoli recinti nel quale è suddiviso il rifugio rumeno da noi proposto, tutti collegati tra loro tramite tunnel, che possono essere aperti o chiusi a seconda delle necessità, sono tra le otto e le quaranta volte più grandi di ognuno dei recinti nei quali sono rinchiusi gli orsi al Casteller, motivo per cui dovrebbe essere utilizzato solo per dare ospitalità temporanea e limitata a orsi in difficoltà. Tutti gli altri plantigradi dovrebbero invece essere lasciati liberi sui loro territori, attraverso la prevenzione degli incidenti".

 

L'eventuale viaggio di Jj4 verso la Romania  però è solo un punto delle azioni che la Lav intende intraprendere sul fronte grandi carnivori. "Una volta trasferita l'orsa e tirato quindi un sospiro di sollievo per essere riusciti a sventare la sua uccisione, ci occuperemo anche di M49 ma la responsabilità per evitare nuovi incidenti e quindi nuove incarcerazioni o uccisioni di orsi, resta ancora tutta in capo alla Provincia di Trento. Per questo rinnoviamo la nostra richiesta di avviare subito un programma di attività, concordato con le istituzioni scientifiche del territorio, cioè il Muse e il Parco Naturale Adamello Brenta, per favorire la convivenza pacifica tra gli orsi e noi umani”, conclude Vitturi.

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