''Sbranate dal lupo le ultime pecore e agnelli del nostro allevamento. Abbandoniamo l'allevamento della 'razza Alpago''', lo sfogo dello chef stellato
Abbiamo provato a raggiungere telefonicamente il ristoratore (che nel suo post parla anche di ''inserimento del lupo nelle nostre vallate'' che è un falso bello e buono) senza avere fortuna. Volevamo sapere se il gregge era protetto con recinti elettrificati e cani da guaridania perché come spiegava il Parco Dolomiti Bellunesi qualche settimana fa ''dopo l’installazione dei recinti elettrici nessuno degli allevatori ha registrato perdite di animali causate dal lupo''. E aggiungeva: ''L’efficacia delle recinzioni elettrificate nel contenere gli attacchi del lupo è dimostrata ed innegabile''

ALPAGO. ''Questa notte le ultime pecore e agnelli del nostro allevamento sono state sbranate dal lupo. Dopo questo ennesimo episodio termina l’attività di allevamento della “razza Alpago” nell’Azienda Agricola Doladino poiché, la frustrazione di veder proseguire questo scempio, senza nessuna azione da parte degli enti preposti, è troppo grande''. C'è grande amarezza e sconforto nelle parole dello chef stellato Riccardo De Pra, chef del ristorante stellato “Dolada”, di Plois, dopo quanto accaduto nella notte. I lupi avrebbero colpito il gregge dopo che già in passato si erano verificati episodi simili allo stesso.
Abbiamo provato a raggiungere telefonicamente il ristoratore per chiedergli se aveva sistemi di difesa adeguati che, come noto, quando ben installati hanno un'efficacia quasi totale ma non abbiamo avuto fortuna. Quel che è certo è che il proseguo del suo messaggio, caricato su Facebook, dimostra come sul tema non ci sia una reale consapevolezza del fenomeno visto che il ristoratore parla ''dell'idiozia politica promotrice dell'inserimento del lupo nelle nostre vallate'' quando è noto che il lupo non è stato reintrodotto o inserito nelle nostre vallate ma è tornato per conto suo ed è cosa ben diversa. Nessuna ''Spectre'' promotrice di un progetto di reinserimento dei lupi sulle Alpi ma semplicemente la natura che si riprende i suoi spazi, come è giusto che accada. L'uomo, poi, dalla sua ha tecnologie, intelligenza, risorse, capacità per convertire i propri sistemi di allevamento, aggiornandoli, come accade in ogni lavoro ad ogni latitudine e longitudine, fronteggiando il problema e superandolo.
Quando si era verificata una predazione di 31 pecore razza Lamon, all'istituto agrario Antonio Della Lucia di Feltre qualche settimana fa si è scoperto poi che il recinto elettrificato che era stato installato per difenderle era stato montato male. Il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi aveva analizzato l'accaduto concludendo con queste parole: ''Il Parco, oltre a quella di Vellai, ha fornito altre 60 recinzioni elettrificate ad altrettanti allevatori hobbisti sparsi nei 15 Comuni del Parco, molti dei quali avevano subito, in passato, attacchi predatori; dopo l’installazione dei recinti elettrici nessuno di questi allevatori ha registrato perdite di animali causate dal lupo''.
Grazie al progetto Life Wolfalps Eu il Parco ha fornito anche 5 recinzioni elettrificate ad allevatori professionisti che operano all’interno del territorio dell’area protetta. ''L’efficacia delle recinzioni elettrificate nel contenere gli attacchi del lupo è dimostrata ed innegabile. Questi strumenti - chiosava il Parco - vanno però installati correttamente, per questo motivo il Parco, nell’ambito del progetto Life Wolfalps Eu, non solo cede in comodato gratuito le recinzioni agli allevatori, ma fornisce loro anche l’assistenza necessaria per la corretta installazione, al fine di evitare errori tecnici che offrano involontariamente al lupo dei “punti deboli”, che lui è in grado di sfruttare abilmente''.
Lo chef del ristorante di Alpago, però, resta molto critico nel suo post e aggiunge che ''da oggi termina anche l’utilizzo e la promozione dell’agnello dell’ Alpago da parte del ristorante 'Dolada' nonostante esso sia tra i fondatori di questo presidio. Da ora utilizzeremo agnello francese “manex tête noire” per ricordare agli allevatori locali che se questi fatti succedessero in Francia, gli allevatori francesi porterebbero i loro greggi a pascolare/protestare sull’autostrada che porta verso #MilanoCortina2026 e non resterebbero a belare su Facebook come delle pecore intimorite''.













