Siccità, il Garda verso il minimo storico per il periodo ma i deflussi raddoppiano per l'irrigazione: “Quantità pianificate giorno per giorno sulla base delle piogge”
L'11 aprile i deflussi del lago di Garda sono più che raddoppiati con l'avvio della stagione irrigua nel bacino del Sarca-Mincio, passando da 18 metri cubi al secondo a 38. Più difficile stabilire il quantitativo di acqua 'in entrata': la media settimanale per quanto riguarda il Sarca è di 4 metri cubi, ai quali vanno aggiunte le quantità degli altri 24 immissari e l'apporto di alcune sorgenti sul fondale. Quel che è certo però, dice a il Dolomiti il vice-presidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni, è che in questa fase è più l'acqua che esce rispetto a quella che entra nel lago
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TRENTO. Da 43 a 45,7 centimetri: è tutta qua la distanza tra il valore minimo storico di altezza idrometrica sul lago di Garda (registrato nel 1950) e quello attuale, misurato questa mattina alle 8. Per dare una dimensione dell'impatto degli ultimi mesi di siccità sul Benaco, basti pensare che l'altezza idrometrica registrata lo scorso 12 aprile (nel 2022) è stata di 102 centimetri, a fronte di una media storica pari a 109 centimetri (il valore massimo, di 141 centimetri, è stato registrato nel 1988): in poche parole su tutti e 370 i chilometri quadrati di superficie del più grande lago italiano mancano oltre 60 centimetri di acqua. Ora poi, mentre le precipitazioni continuano ad essere scarse (si spera in un passaggio diffuso in grado di risollevare almeno in parte la situazione per la giornata di domani, Qui Articolo) ed il livello del Garda continua a scendere, con l'apertura della stagione irrigua nel bacino del Sarca-Mincio i deflussi dal grande lago sono più che raddoppiati, passando da 18 a 38 metri cubi al secondo.

Per trovare una quadra e conciliare le varie esigenze in gioco quando si parla del Garda (da una parte la necessità di salvaguardare l'agricoltura e dall'altra le priorità del territorio gardesano, in primis per quanto riguarda il turismo e la navigazione), nella giornata di ieri (11 aprile) si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato i territori che si affacciano sul lago (Veneto, Lombardia e Trentino), oltre ai rappresentanti della Comunità del Garda, di Aipo (l'agenzia interregionale per il Po), Anbi ed il consorzio del Mincio. Incontro nel quale, in definitiva, si è deciso di mantenere delle portate ridotte per i deflussi e di regolarne l'entità in base a continui monitoraggi sullo stato del bacino.
“Questo – dice a il Dolomiti il vice-presidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni – è uno degli inizi di stagione irrigua con i valori di riempimento più bassi da quando vengono registrati. Per questo si tratta, anche per noi, di un percorso nuovo per quanto riguarda le tempistiche, le quantità e via dicendo. Per questo tutti gli attori interessati si sono messi in moto per realizzare una pianificazione precisa in merito ai metri cubi di acqua da far defluire, con le relative stime di 'perdita' mese per mese”. Attualmente a fronte di 38 metri cubi in uscita, il quantitativo d'acqua in entrata è rappresentato dai 4 metri cubi al secondo del fiume Sarca: “Ma si tratta di una media settimanale – precisa Gavazzoni – alla quale vanno poi aggiunti i metri cubi in ingresso dagli altri 24 immissari e l'apporto di alcune sorgenti sul fondale”.
In poche parole però, quel che è certo è che in questa fase è più l'acqua in uscita rispetto a quella in entrata. Ed il livello del lago continua dunque ad abbassarsi. “Stiamo lavorando per garantire il massimo risparmio possibile – dice il vice-presidente della Comunità del Garda – ma va ricordato che l'acqua destinata all'agricoltura non viene certo sprecata: dopo l'utilizzo quelle risorse idriche vanno a ricaricare le falde che in questo momento si trovano in crisi. Una parte delle quantità di deflusso deve poi garantire il decorso del Mincio, che a sua volta va ad immettersi ed alimentare il Po. Non si possono certo chiudere i rubinetti”. Come detto però, il monitoraggio sarà continuo ed in base ai livelli di precipitazioni potranno essere adottate tutte le modifiche del caso: “Se per esempio domani (giovedì 13 aprile) dovesse piovere a sufficienza nelle zone di coltivazione, i deflussi diminuiranno”.






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