"In carcere sono stato accolto da re", Chico Forti intervistato da Bruno Vespa: "Il comandante Schettino mi ha detto 'sei il mio eroe' "
Chico Forti in prima serata a "5 minuti" di Bruno Vespa ha parlato del carcere in America: "A Miami il principio è che se sei all'interno del carcere qualcosa hai fatto e meriti di essere punito. A Rebibbia e qui a Verona mi hanno accolto come un re, con tantissimo rispetto”

VERONA. “A Rebibbia e qui al carcere di Verona sono stato accolto come un re”. Usa queste parole Chico Forti che ieri sera, venerdì 31 maggio, è stato protagonista nella puntata di “5 minuti”, la striscia quotidiana di Bruno Vespa su Rai 1.
Nonostante le polemiche delle ultime settimane, sui modi con i quali Chico Forti, un condannato, sia stato accolto dalle istituzioni come un eroe, sulla disparità di trattamento rispetto altri detenuti e le lettere in cui è stato sottolineato come "In uno Stato civile non è ammesso che ci siano detenuti di serie A e detenuti di serie B" (QUI L'ARTICOLO) , ieri sera Forti in prima serata su Rai 1 ha risposto alle domande del giornalista ricordando la spaghettata all'amatriciana appena arrivato in Italia e gli incontri fatti con chi l'ha definito un “eroe”.
Chico Forti nel corso dell'intervista ha raccontato i momenti in cui ha saputo che sarebbe tornato in Italia. “Il primo marzo ho ricevuto una chiamata che ha scombussolato il mio penitenziario perché mi hanno detto 'Forti, hai una chiamata dalla Casa Bianca'. A chiamarmi era l'ambasciatrice italiana a Washington che mi disse 'sono qui con il presidente Biden e la prima ministra vorrebbe parlarti'. All'inizio l'ho ringraziata indipendentemente da quale fosse il risultato e lì Meloni mi ha dato la notizia, 'siamo finalmente riusciti a convincerlo, torni a casa'".
Chico ha parlato della differenza fra il carcere a Miami e il carcere a Verona. “C'è una differenza enorme. A Miami tutto è basato sulla punizione, qui ho conosciuto valori che era 24 anni che non ritrovavo: valori umani, rapporti, rispetto. Una differenza notte e giorno. A Miami - ha raccontato - il detenuto viene umiliato, il principio è che se sei all'interno del carcere qualcosa hai fatto e meriti di essere punito. A Rebibbia e qui a Verona mi hanno accolto come un re, con tantissimo rispetto”.
Forti ha poi anche raccontato della prima persona che lo ha accolto: "Mi hanno detto, 'c'è il comandante che vuole parlarle', io pensavo fosse una persona della penitenziaria e invece si è presento Schettino e mi ha detto 'Chico sei il mio eroe'"
Il pensiero è poi andato all'anziana madre che Chico Forti ha rivisto dopo circa 16 anni. “La mia roccia, la mia forza, la mia energia. Normalmente – ha spiegato - in una persona di 96 anni gli occhi si affievoliscono, invece nei suoi puoi vedere i fuochi d'artificio, e la gioia, più di qualsiasi abbraccio”.
L'ex imprenditore alla domanda su cosa farà una volta scontata la pena, ha risposto: “Sono stato 'congelato' per 24 anni ma le mie emozioni e la mia voglia di vivere non sono cambiate”














