Nevegal, proseguono le trattative per la vendita degli impianti. Saltato l'accordo con il Comune, ora serve un progetto che rivoluzioni il futuro della montagna
Dopo la mancata cordata italo-algerina dello scorso anno, arriva l'offerta del Consorzio Tolomeo di Brescia, pronto a investire quasi 10 milioni di euro per il rilancio completo del comprensorio

BELLUNO. Proseguono le trattative per la vendita degli impianti sciistici del Nevegal dopo la decisione (presa in via unilaterale) della società Nevegal 2021 di annullare l'impegno a vendere gli impianti di risalita al Comune di Belluno che proprio in questi giorno avrebbe dovuto finalizzare l'acquisto (il termine era previsto per il 31 marzo).
Una decisione annunciata lo scorso venerdì 15 marzo dal sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin nel corso di una riunione informativa con i capigruppo del Consiglio comunale.
De Pellegrin ha infatti spiegato come la società bellunese abbia "già un contratto con il Consorzio Tolomeo di Brescia che aveva posto la condizione che gli impianti rimangano privati".
Una questione complicata che continua a mettere in discussione il futuro del Nevegal e dei propri impianti, da anni oggetto di trattative e interesse da parte di società disposte a investire nel comprensorio.
Dopo la mancata cordata imprenditoriale italo-algerina guidata da Kamel Layachi che, lo scorso anno, si era detto pronto a investire con la sua società "Nevegal 365" un tesoretto pari a 90 milioni di euro, il rilancio dell'area sembra essere ancora ben lontano da una soluzione.
Se il progetto di Layachi (che prevedeva seggiovie, alberghi a quattro stelle, campi da golf e altri servizi) era stato pensato per rendere il Nevegal "una nuova Cortina d'Ampezzo", le amministrazioni comunali premono per un progetto che rappresenti una vera svolta per il territorio e possa in questo modo rivoluzionare il futuro della montagna.
Qualora fosse il Consorzio ad acquistare gli impianti, gli investimenti andrebbero in due direzioni: 1,5 milioni di euro per garantire la stagione estiva e 8 milioni per rifare gli impianti (non solo seggiovie ma anche gli skilift della Lieta e delle Erte e un secondo laghetto artificiale).
Un'impresa condizionata dalla questione dei finanziamenti pubblici.
"Questo sembra un buon progetto, sicuramente più concreto di quello degli algerini", hanno commentato (seppur con cautela) Giangiacomo Nicolini e Anna Candeago, consiglieri comunali che da tempo seguono l'iter per l'affidamento della gestione degli impianti.
Il Comune resta dunque fuori dai giochi; ora bisognerà attendere di vedere a chi tra pubblico e privato spetterà il compito di far rifiorire il comprensorio.


















