C'è anche Andrea Diprè tra gli indagati per truffa dell' "Operazione Fantasma": l'influencer avrebbe dovuto svolgere i lavori socialmente utili
L'ex avvocato ed ex giornalista, radiato da entrambi gli albi, è accusato di aver utilizzato, consapevolmente, i "servizi" forniti da una delle due associazioni no profit finite nel mirino degli inquirenti, che garantivano l'attestazione di aver eseguito i lavori di pubblica utilità (indispensabili per pagare il proprio debito con la giustizia e considerare estinto il reato), senza però che le ore concordate fossero state effettivamente svolte

TRENTO. Tra i 66 indagati dell' "Operazione Fantasma", con la quale i Carabinieri e la Guardia di Finanza di Trento, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trento hanno sgominato un'organizzazione che avrebbe truffato la Provincia Autonoma di Trento e l'Autorità Giudiziaria (Qui articolo), figura anche Andre Diprè, l'ex avvocato ed ex giornalista (radiato da entrambi gli albi) trentino, una delle "star del trash" italiano, salito agli "onori" (tra virgolette, è proprio il caso di dirlo) delle cronache sia per i suoi video (che definire discutibili è puro eufemismo) che per le vicende giudiziarie.
Ebbene Diprè è accusato di aver utilizzato, consapevolmente, i "servizi" forniti da una delle due associazioni no profit finite nel mirino degli inquirenti, che garantivano l'attestazione di aver eseguito i lavori di pubblica utilità (indispensabili per pagare il proprio debito con la giustizia e considerare estinto il reato), senza però che le ore concordate fossero state effettivamente svolte.
In tanti si sono affidati alla "no profit" trentina: c'è chi, mentre avrebbe dovuto svolgere i lavori socialmente utili, si trovava all'estero, chi invece era addirittura in vacanza al mare e chi, anche, è stato appurato, anziché trovarsi al lavoro in quel momento si era presentato in caserma per presentare una denuncia.
Diprè, negli anni, ha collezionato diverse denunce: era stato querelato per diffamazione anche da Benedetta Parodi, in quanto aveva pubblicato un video musicale, dal chiaro contenuto provocatorio, mostrando la preparazione del "pollo alla cocaina", con chiari riferimenti al programma culinario presentato dalla nota conduttrice. Durante il suddetto video c'erano immagini che ritraevano Benedetta Parodi durante il suo programma.
L'ex avvocato ed ex giornalista, che lo scorso anno aveva anche annunciato la sua discesa in campo nella corsa a sindaco di Trento (Qui articolo), era stato assolto con formula piena (Qui articolo). Il suo coinvolgimento nell'inchiesta fantasma ha origine, invece, da un altro procedimento giudiziario al quale era stato sottoposto "l'influencer" trentino, che negli ultimi anni si è anche cimentato come porno attore.
A guidare le due associazioni al centro dell'inchiesta della procura un volto noto alla giustizia, il trentino Michele Bragagna (già indagato per truffa e poi assolto), arrestato e rinchiuso in carcere, con la collaborazione della 56enne Monica Mosna, ex consigliera circoscrizionale del Centro Storico - Piedicastello (con Agire, con cui si era candidata anche alle elezioni provinciali del 2018) e del 31enne Mauro Lunelli, esperto informatico e di bandi pubblici, anch'essi arrestati.












