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Trento
11 novembre | 17:42

Circoncisioni, revocati gli arresti domiciliari al medico trentino e rigettata la sospensione professionale: "Come pratica rituale può essere praticata senza abilitazione medica"

Il legale Andrea de Bertolini ha presentato  una lunga memoria in cui viene citata anche l'intesa che lo Stato italiano ha stipulato con l’Unione delle Comunità israelitiche italiane da cui deriva il riconoscimento della circoncisione come pratica rituale che può essere praticata anche se non si possiede l’abilitazione per esercitare la professione medica

Circoncisioni, revocati gli arresti domiciliari al medico trentino e rigettata la sospensione professionale

TRENTO. Sono stati revocati gli arresti domiciliari al medico siriano di 61 anni che nei giorni scorsi era stato colpito dal provvedimento a seguito delle indagini del Nas dei Carabinieri (QUI L'ARTICOLO).

 

Il medico eseguiva interventi chirurgici di circoncisione, richiesti per motivi culturali/rituali, nei confronti di bambini di origine straniera. Lo faceva nel proprio ambulatorio, che, secondo quanto riportato dai carabinieri, oltre ad essere privo di autorizzazione sanitaria, risultava carente anche sotto il profilo igienico-sanitario.

 

Il gip ha anche rigettato la richiesta della misura interdittiva della sospensione dalla professione medica.

 

Nella propria memoria l'avvocato Andrea de Bertolini, difensore del medico coinvolto,  ha spiegato che non sussistono il pericolo di reiterazione nonché del rischio di inquinamento probatorio contenuti nell'ordinanza. La circoncisione maschile è un'attività medica lecita e consentita dall’ordinamento, che può essere svolta anche in ambito ambulatoriale in quanto intervento di chirurgia minore, purché lo stesso disponga delle necessarie autorizzazioni.

 

La mancanza di tale autorizzazione, in questo caso, si tratta solo di un’irregolarità amministrativa, per la quale non si possono applicare misure come gli arresti domiciliari.

 

Con riferimento al pericolo di inquinamento probatorio, lo stesso non è configurabile poiché il medico ha ricevuto lo sfratto dall’ambulatorio nel quale esercitava, a seguito della morosità di un altro medico con il quale condivideva gli spazi. Per questo ha deciso di sospendere temporaneamente la sua attività.

 

Guardando alla legge del 1989 che regolamenta la circoncisione nel mondo ebraico, inoltre, l'abilitazione all'esercizio della professione medica, pur costituendo una corsia preferenziale, non è necessaria. Viene infatti fatto il richiamo al “mohel”, cioè la persona specializzatasi nella pratica della circoncisione e dei relativi rituali, ancorché non avente l’abilitazione alla professione medica purché non determini "una apprezzabile lesione permanente e non mostra segni di negligenza, imprudenza o imperia"

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