"Concessione A22, l'unica soluzione è l'in house", Pd e Campobase: "Dalla maggioranza un'ostinazione da giocatori di poker più che da amministratori, e tanta superficialità"
Il bando ministeriale viene continuamente prorogato e così prende quota l'idea della formazione di una società "in house" di proprietà pubblica che possa gestire l'Autostrada A22: le parole dei consiglieri Alessio Manica (Pd) e Francesco Valduga (Campobase)

TRENTO. Continui rinvii, incertezze e cambi di idee: non manca una buona dose di confusione nel lungo e complesso iter di assegnazione della concessione cinquantennale dell'Autostrada A22.
Il bando ministeriale pubblicato a gennaio è stato prorogato per quattro volte (la nuova scadenza ora è datata 30 novembre 2025), ma si continua ad attendere un verdetto dell'Unione Europea sull'intricato passaggio del diritto di prelazione per i concessionari uscenti.
E così, visto che prevale il pessimismo sulla posizione dell'Ue, in regione Trentino-Alto Adige si comincia a pensare a un piano b chiamato "società in house", cioè costituzione di una società di proprietà totalmente pubblica per la gestione di un bene di interesse pubblico come l'Autostrada.
I tentennamenti della maggioranza e la recente apertura del vicepresidente della Provincia di Bolzano Daniel Alfreider a questo scenario hanno innescato la reazione politica in particolare di due consiglieri di opposizione come Alessio Manica (Pd del Trentino) e Francesco Valduga (Campobase).
Manica ha definito la situazione un “cul de sac”: "C'è poco di cui essere soddisfatti, e molto di cui essere preoccupati”, ha dichiarato, definendo l’ostinazione della maggioranza “più da giocatori di poker che da amministratori”.
"Leggiamo - ha aggiunto il consigliere Pd - come un gesto di serietà e responsabilità le affermazioni di Alfreider ribadendo che se ci sarà la ripresa del percorso dell'in house abbandonato da questa maggioranza, ci troverà pronti ad una collaborazione fattiva su questo obiettivo".
“Altro che certezze, senza in house rischiamo di perdere l’A22,” ha aggiunto Valduga. “Non si tratta di essere Cassandre, ma di leggere il contesto”.
Si chiedono chiarezza e “parole di verità” per i territori: mancano insomma azioni concrete per garantire la continuità della concessione ad Autobrennero SpA.
"Non è più tempo di promesse", ha concluso Valduga.













