Fondazione Vajont: il Friuli Venezia Giulia chiede l’ingresso. Padrin: “Sarà un valore aggiunto per tramandare la memoria di un disastro da non ripetere”
La Regione Friuli Venezia Giulia ha formalizzato la richiesta di ingresso nella Fondazione Vajont. “Un valore aggiunto per la Fondazione Vajont - afferma Roberto Padrin, presidente della Fondazione - non solo perché il disastro del Vajont unisce le nostre comunità e le comunità friulane di Erto, Casso e Vajont, ma anche perché testimonia la necessità di operare insieme per tramandare la memoria di un disastro che non deve ripetersi”

LONGARONE Al via l’iter per l’ingresso della Regione Friuli Venezia Giulia nella Fondazione Vajont. “Accogliamo con piacere la richiesta della Regione, che rappresenta un valore aggiunto per la Fondazione Vajont - afferma Roberto Padrin, sindaco di Longarone e presidente della Fondazione - non solo perché il disastro del Vajont unisce le nostre comunità e le comunità friulane di Erto, Casso e Vajont, ma anche perché testimonia la bontà del lavoro portato avanti dalla Fondazione e la necessità di operare insieme per tramandare la memoria di un disastro che non deve ripetersi”.
Nei giorni scorsi l’amministrazione regionale ha infatti formalizzato la manifestazione d’interesse per far parte della Fondazione, che si occupa di tener viva la memoria del disastro del 9 ottobre 1963 e di tramandarne i valori alle future generazioni. Il cda della Fondazione, riunitosi il 27 giugno, ha dunque preso atto della richiesta e deliberato di attivare le necessarie procedure per l’ingresso della Regione anche integrando il consiglio di amministrazione con un rappresentante individuato dal presidente o dal consiglio regionale.
Inoltre, è stato approvato il bilancio 2024, con un avanzo di gestione di 4.935 euro, in linea con il previsionale, e si è deciso di prorogare per tre anni la carica di direttore generale di Mauro Carazzai, subentrato nel 2022 a Giovanni De Lorenzi. “Ringrazio il consiglio di amministrazione per questa proroga e per la fiducia accordatami - commenta quest’ultimo -. Il lavoro che stiamo portando avanti va nella direzione segnata dal 60° anniversario, cioè continuare a operare per la memoria del Vajont affinché sia conosciuta e soprattutto tramandata alle giovani generazioni. Siamo già al lavoro per le cerimonie di ottobre”.












